Spacciatori al lavoro in una 'piazza' di Secondigliano (foto di repertorio)

Il pusher esperto: devi conoscere a memoria tutti i modelli e le targhe delle auto utilizzate dalle forze dell’ordine

E’ un ruolo delicato quello della vedetta, del «palo», come si dice in gergo, che veglia sui pusher impegnati nella vendita nelle piazze di Secondigliano, nello specifico al Terzo Mondo (Rione dei Fiori, ndr). Per rivestire quel ruolo non solo si deve avere una lunga esperienza, ma bisogna affrontare una sorta di «esame» di abilitazione. E’ quanto spiega, vantandosi, uno spacciatore di lungo corso – a dispetto dei suoi vent’anni – a due ragazze. La conversazione è intercettata dalle forze dell’ordine grazie a una microspia installata all’interno della vettura del giovane.

Bisogna conoscere le auto, i furgoni, le moto e gli scooter utilizzati dalle forze dell’ordine e perfino tutti i numeri di targa. Del resto il periodo è quello che è, siamo nella primavera del 2005, e il territorio a nord di Napoli è praticamente militarizzato a causa della guerra di camorra in atto tra clan Di Lauro e Scissionisti. «La vedi la (Fiat) Punto verde? Quella è delle guardie. La vedi? Sta ferma là», dice il pusher. «E come fai a dire che è la macchina delle guardie?», chiede la ragazza. «Io le conosco tutte quante, proprio tutte quante», le viene risposto e via con i numeri di targa della vettura.

ad

«Mica è facile – continua il giovane malavitoso –, non si vede che è una macchina delle guardie, ma io lo so. Guarda l’antenna sopra, guarda. E’ pure sportiva la macchina». «Quella che mi fermò a me è targata B… 49…, quell’altra, la (Fiat) Brava, 63… e poi c’è quella CF…». «E conoscete a memoria pure le targhe dei motorini?», chiede l’altra ragazza. «Eh, certo, si capisce, li devi conoscere a memoria, perché tu stai da sopra (le vedette di solito, fanno la guardia dall’alto dei palazzi, ndr). Le guardie c’hanno pure l’Sh, il Beverly (due modelli di scooter, ndr), la Smart, il furgone, il Fiorino», spiega lo spacciatore.

«Caspita, li conosci a memoria», sottolinea l’amica. E lui ribadisce: «Ma li devi imparare per forza, sennò il palo non lo puoi fare». «E quando viene una persona nuova a lavorare  nella piazza, come fa a fare la vedetta?», chiede ancora la ragazza. «E mica la può fare. Il palo deve essere uno che conosce tutte cose, che quando te lo chiedono, tu devi sapere le macchine e le targhe. Altrimenti D. (il capopiazza) non lo mette uno che non sa, a fare la vedetta. Ci vuole tempo ed esperienza», risponde il giovane.