sabato, Agosto 13, 2022
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«Il parcheggio di via dei Platani a Piano di Sorrento è irregolare»

La denuncia del Wwf: «A distanza di 24 anni dall’inizio delle opere si presenta ancora privo di vegetazione»

di Fabrizio Geremicca

La legge che permette di costruire garage pertinenziali anche sotto aree verdi e giardini, contestatissima dalle associazioni ambientaliste e da chi ha a cuore le sorti del paesaggio, impone, ad opere ultimate, di ripristinare in superficie la copertura con gli alberi. In penisola sorrentina spesso non è accaduto ed altrettanto spesso i costruttori si sono limitati a sistemare alla meno peggio poco terreno e qualche sparuto piccolo albero.

Da Vico Equense a Sorrento i casi del genere sono centinaia e ben di rado le amministrazioni comunali hanno esercitato i loro poteri di controllo e repressione, che contemplano anche la possibilità di acquisire l’area al patrimonio pubblico.

Tra i parcheggi sui quali non sono mai più stati ripiantati gli alberi il Wwf segnala ora, con un documento inviato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, alla Soprintendenza, all’ufficio tecnico ed al comando di polizia locale di Piano di Sorrento, il caso di quello della Gemar in via dei Platani 24. «A distanza di 24 anni dall’inizio delle opere – ricorda il Panda, che allega alcune foto a sostegno di quanto scrive – si presenta ancora privo di vegetazione».

Una storia iniziata 25 anni fa

La vicenda inizia nel 1997, quando Gemar chiede al Comune l’autorizzazione per la costruzione di un’autorimessa sotto un agrumeto. La ottiene con il vincolo che avrebbe dovuto ripristinare il verde al di sopra del parcheggio interrato. Trascorrono gli anni, i box sono venduti e nel 2019 Salvatore Mare, all’epoca consigliere comunale dei 5Stelle, chiede lumi sulla questione delle autorimesse interrate a Michele Amodio, il funzionario responsabile del Comune.

In relazione a quella di via dei Platani si apprende così che nel 2001, un anno dopo il rilascio dell’autorizzazione edilizia, nel parcheggio furono riscontrate opere abusive. Scattò il sequestro, poi revocato, e fu emessa ordinanza di demolizione. Amodio riferisce anche che nel 2004 pervenne istanza di condono al Comune per sanare una volumetria tecnica «destinata ad uscita di emergenza» ed altre irregolarità. Sempre nel 2019 un sopralluogo del Comune conferma e certifica che sul parcheggio della Gemar non è stato piantato un solo albero.

La copertura è rappresentata solo da un solaio in calcestruzzo. Il 5 aprile 2019 la committenza fa pervenire al Comune la richiesta di accertamento di conformità delle opere difformi realizzate e di permesso a costruire per «la sistemazione della quota del terreno, la realizzazione di un pergolato con pali di castagno ed il reimpianto dell’agrumeto come da perizia agronomica».

Fa seguito, il 15 aprile 2019, la trasmissione di una istanza semplificata per il conseguimento dell’autorizzazione paesaggistica «per il completamento e ripristino della copertura dell’area a verde soprastante il parcheggio interrato». Scrive il Wwf: «Sono trascorsi quaranta mesi da allora e sulla superficie di copertura del parcheggio è stato messo solo il terreno, senza le piante».

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