sabato, Maggio 28, 2022
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Il paradosso del pronto soccorso del San Giovanni Bosco

Nuovo e funzionante ma vuoto perché manca il personale medico

di Ilaria Riccelli

Il pronto soccorso del San Giovanni Bosco è nuovo, funzionante perfettamente pulito con le pareti ritinteggiate senza nemmeno una macchia, tuttavia è vuoto. Questo è il paradosso della sanità in Campania, manca ancora il personale medico, mentre, altrove, si resta in piena emergenza barelle. La struttura è perfettamente allestita con spazio sufficiente per accogliere i pazienti, ma è deserta.

Per dare una rapida occhiata ai numeri, basti pensare che prima del covid, in pronto soccorso al San Giovanni Bosco venivano accolte oltre 70 mila prestazioni all’anno, oggi, invece, non c’è più nessuno. Per alleggerire il carico del Cardarelli, adesso, la Regione Campania spinge per la riapertura. Solo che al bando scaduto ieri mattina nessun medico ha risposto agli appelli della Asl Napoli1. Quindi, l’unico pronto soccorso che resta ancora aperto per il momento è quello ostetrico, ma che non accoglie il numero di partorienti che prima arrivavano.

Adesso per accogliere le pazienti basta una sola stanza

Il resto della struttura resta vuota, spettrale, inutilizzata nonostante la grande necessità di un altro pronto soccorso attivo, soprattutto se si pensa che prima il San Giovanni Bosco accoglieva almeno 200 pazienti al giorno. La struttura– che era finita nelle pagine di cronaca per vari episodi in cui erano stati trovati topi all’interno, scarsa igiene, formiche e sospette infiltrazioni della camorra – era poi stata trasformata in ospedale covid arrivando infine alla decisione politica di essere riaperta, ma senza pronto soccorso.

La reazione dei medici è stata quella di desertificare la candidatura al concorso del pronto soccorso, ma la stessa cosa è accaduta anche per gli anestesisti o per i pediatri – si pensi che su 6 posti disponibili si sono presentanti quattro concorrenti e alla fine solo uno ha accettato, ma purtroppo in un altro ospedale. Sicuramente il San Giovanni Bosco è stato oggetto di diversi scandali, ma ad oggi resta un involucro vuoto.

«Intenzione della Asl Napoli 1 e del governatore del Luca è riaprire il pronto soccorso. Per lavorare però abbiamo bisogno di medici e chirurghi – afferma Gennaro Napoletano, responsabile del pronto soccorso del presidio ospedaliero – Ad oggi abbiamo solo due medici e anche utilizzando altro personale interno per coprire parte dei turni resta un fabbisogno di altre 8 persone: specialisti di medicina d’urgenza e 4 chirurghi. Ogni settimana ci riuniamo con il direttore generale della Asl , Ciro Verdolina, per cercare soluzioni. La Asl ha fatto tutti passi necessari, compreso un avviso pubblico peer reclutare personale dalle altre ASL e dagli altri ospedali. Ma la coperta è corta. Il mese scorso ad un concorso per 50 medici hanno risposto in 7 e sono risultate idonee solo due persone».

Quello che manca sono gli incentivi e la sicurezza

Così un altro concorso è andato deserto: l’ultimo bando dell’Asl Napoli 1, per reclutare medici da destinare al settore dell’emergenza-urgenza, ha avuto un’unica richiesta da un solo candidato i cui requisiti sono ora al vaglio. L’incarico sarebbe semestrale e rinnovabile. «Sarebbe un errore grave non riconoscere la mancanza di disponibilità di alcune professionalità, in particolare quelle relative all’area dell’emergenza-urgenza, che per questa ragione sono in grande affanno» commenta il Dg dell’Asl, Ciro Verdoliva.

Il presidio ospedaliero del San Giovanni Bosco è strategico, serve d’aiuto a tutta l’aria nord, e i medici che avrebbero partecipato al concorso sarebbero stati impiegati per la riapertura del Pronto Soccorso, che in qualche modo avrebbe alleggerito il carico del Cardarelli, che è uno dei presidi con il maggior numero di posti letto in Italia. Nonostante gli sforzi però non allo stato il Pronto Soccorso del San Giovanni Bosco non si può aprire e lo continua a sottolineare anche Verdoliva che comunque commenta: «continueremo a garantire i posti letto dell’area di emergenza-urgenza degli ospedali della città di Napoli con particolare attenzione al Cardarelli».

Il Cardarelli resta sovraffollato, ma anche in questo presidio ospedaliero le cose non cambiano: appena l’altro ieri per sei posti di dirigente medico di medicina d’urgenza è stata presentata una sola domanda, tra l’altro non ammissibile. La situazione traspare come complessamente legata al ruolo del personale medico di pronto soccorso che appare sicuramente essenziale ma al tempo stesso poco tutelato e con ben poche garanzie e incentivi economici. Nel frattempo i concorsi vanno deserti.

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