Il boss del narcotraffico, Raffaele Imperiale

Dalle intercettazioni emerge la figura del factotum, che da Amsterdam si occupa soprattutto delle comunicazioni del boss     

In Olanda, e in particolare ad Amsterdam, Raffaele Imperiale – narcotrafficante stabiese, che secondo gli inquirenti trascorre la sua latitanza soprattutto a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti – ha importanti investimenti nel settore immobiliare, e per seguirli, si affida al lavoro di un consulente finanziario italiano, un professionista tra i più scaltri e preparati sulla piazza. Nel Paese dei tulipani, Imperiale ha un collaboratore, che praticamente gli fa da factotum, e che si occupa anche delle comunicazioni che vengono dall’Italia.

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E’ lui a fare da interfaccia con il narcotrafficante, quando il consulente finanziario invia le direttive da seguire via mail, oppure le affida di persona al segretario olandese di Imperiale, quando si incontrano nei Paesi Bassi. Da una conversazione intercettata dagli 007 che sono sulle tracce di Imperiale, emerge come l’esperto di finanza, nel corso di una cena con il factotum del latitante, ad Amsterdam, gli  parli di una nota riepilogativa che quest’ultimo avrà poi il compito di inviare ad Imperiale.

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Dalla conversazione si evince pure, che il segretario, per le comunicazioni con il narcos stabiese, utilizzi un computer portatile, un notebook che gli serve esclusivamente per tenersi in contatto con Imperiale. Quest’ultimo è molto accorto quando si tratta di comunicare, e utilizza una rete telematica protetta, di cui fanno parte i suoi familiari e i suoi più stretti collaboratori; una rete che risulta quasi impossibile da «infiltrare», da parte delle forze dell’ordine.