In alto il narcos Raffaele Imperiale. In basso a sinistra Cesare Pagano, a destra Raffaele Amato (i due capi del clan degli Scissionisti)

Il boss Raffaele Imperiale si lamentò con Cesare Pagano e Raffaele Amato dei problemi di camorra a Mugnano

Anche un boss potente come Raffaele Imperiale può avere problemi con… la camorra. A raccontare l’episodio è il pentito Biagio Esposito, ex affiliato al clan Di Lauro poi fedelissimo degli Scissionisti, nel corso di uno dei tanti interrogatori ai pm antimafia.

“Mi chiede ricordo che mentre eravamo nel covo a Mugnano (…) alla mia presenza Lello ‘o Parente (Imperato, ndR) disse a Raffaele Amato e a Cesare Pagano che stava avendo problemi con la camorra del suo paese di origine”. Il narcotrafficante “non specificò il nome del clan che era però noto sia ad Amato che a Pagano”. Perché questi “problemi”? È sempre Esposito a spiegarlo: “lui non voleva rifornire tale clan di droga”. Per questo, Amato “lo rassicurò nel senso che gli disse che avrebbe mandato lui 1’ambasciata ai responsabili di questo clan dicendo loro che lui era un suo amico e che lo dovevano lasciare stare”.

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Che cosa successe poi? Imperiale “non si lamentò più di questi soggetti per cui la vicenda venne risolta”.

In un altro interrogatorio, Esposito spiega ai magistrati che Imperiale “aveva investito i suoi soldi provento del narcotraffico in negozi ad Amsterdam in cui si vendevano bevande ed anche la sostanza stupefacente che al tempo era legalizzata”. Inoltre “aveva della società di import export di fiori, attività questa che egli utilizzava per occultare i quantitativi ingenti di cocaina che faceva venire in Italia”. Infatti – conclude poi il collaboratore di giustizia – “grazie a queste società di sua proprietà egli aveva dei camion e Raffaele Amato era con questi camion che faceva scendere anche duecento o trecento chili di cocaina”.