In alto il narcos Raffaele Imperiale. In basso a sinistra Cesare Pagano, a destra Raffaele Amato (i due capi del clan degli Scissionisti)

Il periodo difficile vissuto dal boss Raffaele Imperiale, a causa del sequestro di un carico di 1.330 chili di cocaina

Tutte le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, come le risultanze delle indagini effettuate su Raffaele Imperiale – imprendibile supertrafficante che trascorre la latitanza, soprattutto negli Emirati Arabi Uniti – convergono su un fatto: lo stabiese può contare su una enorme disponibilità finanziaria. Eppure, in un periodo, anche relativamente lungo, il narcos avrebbe fatto i conti con importanti problemi di natura economica. E’ quanto emerge da una serie di intercettazioni.

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A descrivere la situazione difficile a suoi interlocutori è il principale consulente di Imperiale, quello che lo aiuta a gestire gli investimenti effettuati in Italia e all’estero. «La mia impressione è che effettivamente qui ci sia qualche problematica», afferma il professionista, mentre parla al telefono. «Io ho l’impressione – continua il broker – che ci sia stato ben peggio… ora non so, se deriva dalla questione amministrativa di ottobre o da altre questioni, però mi sa che qui ci sono delle difficoltà, perché non è nello stile, mi capisca».

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Il professionista – secondo gli inquirenti – fa riferimento a qualcosa accaduto circa sei mesi prima rispetto alla conversazione in oggetto, qualcosa che aveva determinato le difficoltà economiche di Imperiale. In effetti, non si può escludere che l’interlocutore si riferisca a un maxisequestro di cocaina (1.330 chili) effettuato dalle forze dell’ordine, in Francia; si trattava di stupefacente trafficato proprio dall’organizzazione capeggiata da Imperiale. Durante la stessa conversazione, c’è poi un altro passaggio che gli investigatori ritengono assai interessante. «Oltretutto – dice il consulente finanziario – mi risulta che non siano neanche i suoi (i soldi, ndr)». «Quest’ultima affermazione  – è riportato in una informativa di polizia giudiziaria – è indicativa del fatto che Raffaele Imperiale non gestisca soltanto soldi “suoi”, ma gestisca la cassa del clan cui fa riferimento, vale a dire la cassa degli Amato-Pagano».