Un sequestro di cocaina

Il racconto del collaboratore di giustizia Luigi Nappa: Mario truffava gli amici del Rione Traiano e di Soccavo vendendo droga a prezzo maggiorato

Il 46enne Mario Cerrone, una volta braccio destro del super-narcos latitante Raffaele Imperiale – e poi, passato a collaborare con la giustizia – secondo quanto emerge dalle indagini e dalle dichiarazioni di numerosi pentiti, comincia a diventare un «nome grosso del narcotraffico» a partire dal 2002. A tratteggiare la figura di Marittiello di Fuorigrotta (come pure viene detto Cerrone), è anche Luigi Nappa. Nel corso di uno dei suoi primissimi interrogatori, Nappa, indica tra le persone che rifornivano di droga il gruppo egemone a quel tempo al Rione Traiano (ovvero quello diretto da Ciro B.), «tale Mario, complice di Eduardo P., per aver rifornito di cocaina il gruppo criminale a cui apparteneva».

«Particolarmente interessante – è riportato in una informativa di polizia giudiziaria – era la ricostruzione della carriera criminale della persona indicata con il nome di Mario (Cerrone, appunto); infatti, Nappa riferiva che nel 2002, dopo essere stato sottoposto ad un periodo di detenzione, era venuto a conoscenza da alcuni complici, ma anche dallo stesso Mario, che quest’ultimo era diventato un grossista di cocaina».

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Le cose, per Cerrone, cambiano proprio in quel periodo, quando fa il cosiddetto salto di qualità. «Quando sono uscito nel 2002 – fa mettere a verbale Nappa – ho saputo dallo stesso Mario e dai miei amici che Mario era diventato un grossista di cocaina che trattava a chili, e non faceva più affari con Soccavo e col Rione Traiano. Tanto perché Mario si era impressionato, atteso che aveva paura di essere ucciso».

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Lo «sgarro» commesso da Cerrone, viene descritto ancora da Nappa: «Il motivo sarebbe che Ciro e Mario acquistavano la cocaina a 60.000 lire al grammo, e dicevano invece di averla pagata a 70.000 lire al grammo, truffando così gli amici. Tale fatto vene a conoscenza di Antonio detto ’o parente, che chiese spiegazioni a Ciro, che a sua volta, gli disse che c’era sempre la sua parte. Mario ebbe paura, regalò un chilo di droga ad Antonio e poi scomparve. Detta cosa l’ho appresa direttamente dai tre che ho nominato: Mario, Tonino e Ciro», racconta il pentito Luigi Nappa.