La sede della Regione Campania a Santa Lucia
La sede della Regione Campania a Santa Lucia

Dieci anni per riqualificare un’area di 88mila metri quadrati con soldi privati e pubblici. Dieci anni di grandi aspettative e di attese e di grandi sforzi economici degli imprenditori, e poi? E poi ci sono le procedure amministrative che rendono tutto ancora più complicato.
Misteri e misfatti della burocrazia regionale su un project financing da 60 milioni di euro (di cui un terzo regionali e comunitari) che dovrebbe trasformare completamente l’area industriale antistante lo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, oggi dismessa per lo più da imprese dell’indotto auto e con strutture inutilizzate della linea ferroviaria della Circumvesuviana. Un progetto denominato «Parco di città», l’unico in Italia di riqualificazione urbana post-industriale.

L'assessore regionale Amedeo Lepore
L’assessore regionale Amedeo Lepore

Al posto degli edifici abbandonati, dovrebbe sorgere un centro multifunzione: incubatore, negozi, parcheggi, la nuova caserma dei carabinieri del gruppo Napoli 1 e infrastrutture di pubblicità utilità. Gran parte dell’intervento è a carico di imprese private locali che hanno programmato un investimento di 60 milioni e che stanno, con enormi difficoltà, mantenendo il ritmo degli investimenti; mentre alle infrastrutture dovrebbero provvedere gli enti locali utilizzando fondi appositi. La prima tranche da 8 milioni, per il lotto funzionale opera fredda «Centro Tecnologico d’Imprese Industriali», è però «congelata» da sei anni perché a Palazzo Santa Lucia dicono che il finanziamento è stato revocato.

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Il Comune di Pomigliano d'Arco
Il Comune di Pomigliano d’Arco

Revocato? Come? Quando? Perché? Nessuno lo sa. Gli uffici si rimbalzano gli uni con gli altri, e alla fine la soluzione del mistero non arriva. Perché in Regione le procedure sono bizantine, e lentissime. In realtà, in Regione non sanno nemmeno di aver firmato un contratto con il Comune di Pomigliano (beneficiario della convenzione) che risale al 31 marzo 2010, e che non potrebbe essere revocato unilateralmente senza nemmeno avvisare la controparte (che infatti non sa nulla). Dunque, non di revoca si tratta: e di che cosa, allora? Non lo sa il dirigente Sergio Negro, non lo sa l’assessore alle Attività produttive Amedeo Lepore che sulla vicenda ha adottato un bassissimo profilo.

Eppure, il Comune di Pomigliano
– nel carteggio che «Stylo24» ha potuto visionare – comunicò addirittura l’Iban
alla Regione per l’accredito delle somme. Perché non sono state più erogate bloccando così un’intera opera
di riqualificazione territoriale unica
nel suo genere nel nostro Paese?

E perché gli uffici regionali non hanno memoria dei procedimenti amministrativi già avviati esponendo così le imprese e l’intera filiera impegnata nel progetto?
Alcuni lotti sono in corso di completamento, ma i fondi regionali sono necessari. Prima la giunta Caldoro e poi quella De Luca non hanno mosso un dito per cercare di risolvere il problema delle mancate erogazioni, nonostante le sollecitazioni del Comune di Pomigliano che, adesso, si trova col cerino in mano. E che potrebbe legittimamente trascinare Palazzo Santa Lucia in un contenzioso per inottemperanza contrattuale.

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