martedì, Agosto 9, 2022
HomeCultura«Il mio Munaciello è un personaggio shakespeariano» - VIDEO

«Il mio Munaciello è un personaggio shakespeariano» – VIDEO

Stylo24 intervista Carmine Paternoster, interprete del cattivo rivelazione dell’ultima stagione di «Gomorra – La Serie».

Il suo “Munaciello” è stato senza ombra di dubbio il personaggio rivelazione dell’ultima stagione di ‘Gomorra – La Serie’. Carmine Paternoster si racconta a Stylo24 nel corso della rubrica “Cinque domande a…”. Dall’esordio come attore teatrale nel 2003, fino ai lavori al fianco di Peppe Lanzetta, Mario Martone, Andrea De Rosa, Guido Lombardi, Leonardo Di Costanzo. Il cinema che arriva con ‘I Cinghiali di Portici’, di Olivares. Il primo ruolo di rilievo in ‘Gomorra’, il film di Matteo Garrone, accanto a Toni Servillo. Fino alla grande interpretazione nella serie, che lo ha reso definitivamente noto al grande pubblico.

Ma come ci si prepara per interpretare un personaggio del genere? “Ci si prepara prima di tutto parlando con i registi con i quali ho lavorato, da Marco D’Amore a Claudio Cupellini. Con loro ho costruito i modi di fare ed essere di Munaciello, quasi fermo, senza espressioni sul viso. Lui parla solo nel momento in cui deve. Come mi diceva Marco (D’Amore ndr), questo è un personaggio intelligentissimo. Quando sono arrivate le sceneggiature, me lo sono proprio immaginato così come lo avete visto in tv. Compresa la sua evoluzione, che lo fa partire dal basso per poi arrivare a diventare una figura fondamentale nella serie”.

E pensare che inizialmente il nome e l’aspetto sarebbero dovuti essere diversi. “Si sarebbe dovuto chiamare Faccia ‘e cane, perché, nell’idea iniziale, aveva un viso deturpato da morsi di un cane ricevuti da bambino e crescendo era stato nominato così proprio per questo. Avevamo anche provato per almeno un mese, con il truccatore Giulio Pezza, questa cicatrice molto realistica. Poi, con i produttori e i registi, si è deciso di far cadere la cosa, sia per la lunghezza dei tempi del trucco, sia perché si avvertiva che non funzionava. Munaciello è un personaggio fuori dai canoni di Gomorra, non è mai esistita una figura così. Potremmo definirlo un personaggio Shakespeariano. Per questo si è deciso che quella sofferenza esteriore fatta di cicatrici sarebbe stata portata dentro. E si rivede nelle sue azioni così come nel modo di approcciarsi a tutti gli altri personaggi.”

Un rapporto che, invece, per Carmine Paternoster, è stato “bellissimo, quasi familiare, con gli altri attori, ma anche con la troupe. Conoscevo già alcune persone come Mimmo Borrelli, Marco D’Amore, Claudio Cupellini, mentre altri ho avuto il piacere di conoscerli in quella occasione”.

Carmine Paternoster e Toni Servillo in “Gomorra” di Matteo Garrone

Gomorra è una serie che ha avuto un successo internazionale, ma anche tante critiche, soprattutto per il messaggio che potrebbe avere lanciato. Carmine Paternoster, però, non è di questo avviso. “Io adesso mi trovo in Francia e la gente qui la vede solo come una serie tv. Nessuno pensa che a Napoli succeda tutto quello che si vede in un prodotto di finzione. Io credo che i problemi di Napoli siano soprattutto dovuti all’assenza della politica. Anche “I Soprano”, per fare un esempio, sono stati girati nel New Jersey, ma non possiamo pensare che lì accada tutto ciò che si vede nella serie. Ma è più facile per una certa politica dire che sia colpa di una fiction o di un film. Ho sentito dire che non è una serie educativa, ma non esistono serie educative. E non è giusto che lo debbano essere. Poi Napoli è un contenitore culturale, di arte, di tutto. Anche Eduardo raccontava tematiche difficili”.

Carmine-Paternoster in una scena del-film”L’intervallo” con Francesca Riso

L’arte e il teatro in particolare, hanno fatto da spartiacque nella vita di Carmine Paternoster, che ha pagato alcuni errori con una esperienza carceraria.”Il teatro ha dato un senso alla mia vita e mi ha consentito di riprenderla. Trascorrendo un periodo buio e difficile, fatto di errori dei quali mi assumo tutte le responsabilità, la recitazione mi ha portato a cercare di analizzarli e comprenderli, portandomi al cambiamento che mi ha fatto essere la persona che sono oggi”.

Ma quali sono i progetti nel futuro di Carmine? “Ho alcune cose in mano, ma da buon scaramantico non ne parlo granché. Ho fatto alcuni provini, self-tape. Mi piacerebbe tornare in Italia. Il ruolo di Munaciello, essendo l’ultimo, mi è un po’ rimasto addosso, ma vorrei interpretare altri ruoli. Qui in Francia farò dei progetti teatrali con minori reclusi in vari centri di detenzione. Una sfida difficile ma che voglio affrontare”.

Leggi anche...

- Advertisement -