giovedì, Luglio 7, 2022
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Il ministro olandese incontra Cpi: briefing e approfondimenti sul 41bis

Avvocato Alexandro Tirelli: «L’Italia esporta norme antimafia»

Si è concluso ieri il giro di consultazioni in Italia organizzato dal ministro olandese Franc Weerwind per raccogliere informazioni sull’istituzione, anche nei Paesi Bassi, del 41bis, e di altre normative antimafia.

Dopo l’incontro con il ministro della Giustizia Marta Cartabia e il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, e con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il ministro della protezione giuridica Weerwind ha tenuto una riunione tecnica nella sede dell’ambasciata olandese di Roma, alla quale ha preso parte anche il presidente delle Camere Penali del diritto Europeo e Internazionale l’avvocato napoletano Alexandro Tirelli.

All’incontro erano presenti anche gli avvocati olandesi, il magistrato di collegamento Italia-Olanada e l’Interpol. «Il confronto è stato incentrato sulle norme varate in Italia per fronteggiare la criminalità organizzata oramai presente e fortemente radicata anche in Olanda, come dimostrano i recenti fatti di cronaca», ha detto il presidente Tirelli.

Tirelli: «Rischio di lesione dei diritti umani insito nell’uso scorretto del 41bis»

Franc Weerwind

Negli ultimi anni nei Paesi Bassi si sono verificati fatti di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica, come l’omicidio del giornalista investigativo olandese Peter R. de Vries e l’arresto di un avvocato il quale, secondo gli inquirenti, intratteneva contatti con la ‘ndrangheta. «Si è trattato di un incontro estremamente tecnico durante il quale l’Italia ha dimostrato di poter esportare efficaci normative antimafia», ha spiegato il presidente delle Camere Penali del diritto Europeo e Internazionale il quale però, contestualmente, ha voluto anche evidenziare «il rischio di lesione dei diritti umani insito nell’uso scorretto del 41bis».

Alexandro Tirelli

Alla delegazione olandese interessata a raccogliere informazioni finalizzate alla redazione di un disegno di legge che punti all’istituzione del 41bis (carcere duro), ma anche del 416bis (associazione a delinquere di tipo mafioso) e dell’articolo 7 (metodologia mafiosa), Tirelli ha proposto anche il modello tedesco, finalizzato a ostacolare la figura dell’avvocato «vettore di informazioni». «In Germania – ha spiegato ancora Tirelli – all’avvocato di fiducia viene affiancato l’avvocato d’ufficio, una presenza che può fortemente limitare il ruolo del legale ‘ufficiale di collegamento’ tra i vertici della criminalità organizzata e l’affiliato detenuto».

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