Il carcere aveva limitato l’utilizzo della televisione per il boss di Ponte Persica, per poi escluderlo da ogni attività ricreativa

All’inizio del 2018, la direzione del carcere di L’Aquila aveva deciso di limitare l’utilizzo della televisione per i detenuti al 41bis, la cui decisione aveva scatenato la protesta da parte di costoro, fra cui anche Ferdinando Cesarano, che hanno deciso di esprimere il proprio dissenso battendo oggetti di ferro contro le porte delle celle. Questa protesta, aveva spinto la direzione della casa circondariale a sanzionare Cesarano, escludendolo da ogni attività ricreative e sportive; a questa sanzione, ne è scaturito un ricorso dal boss presso il tribunale di sorveglianza: i giudici condivisero la tesi di Cesarano, ma secondo l’avvocatura di stato, coinvolta dal Ministero della Giustizia in sede di cassazione, quella protesta avrebbe molestato gli altri detenuti non aderenti, secondini e i cittadini residenti nelle zone limitrofe, pertanto quel ricorso è stato definitivamente rigettato.

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