Quasi la metà degli intervistati ha ammesso di essere ingrassata in quarantena.

Uno studio su 3500 persone condotto dalla dottoressa Laura Di Renzo, che insegna nutrizione clinica e nutrigenomica all’Università di Roma Tor Vergata, con il direttore del dipartimento di biomedicina e prevenzione, Antonino De Lorenzo, ha fotografato come gli italiano hanno affrontato e stanno affrontando il periodo di chiusura tra le mura domestiche.

La ricerca “Eating habits and lifestyle changes in Covid 19 lockdown” ha mostrato come si dorma di più, pur non avendo ridotto l’attività fisica. Anche se l’ansia viene combattuta, per il 48% degli intervistati, proprio mangiando e aumentando di peso. Sebbene, e questa è senza dubbio una buona notizia, assumendo meno cibo spazzatura, considerato che si è ripresa (o presa per la prima volta) la sana abitudine a cucinare in casa. Meno del 10% si è fatto recapitare a casa un pasto pronto, in netto calo snack salati, merendine, bevande gassate, mentre pizza, pane, dolci fatti in casa sono al primo posto nelle preferenze. I più attenti a mangiare sono i giovani nella fascia 18-30 anni.

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Il 44% ha un appetito superiore alla media e solo il 3,3 % ha saputo rinunciare alle sigarette smettendo di fumare. Così come chi non praticava sport prima, non ha cominciato adesso, anche se chi riusciva a farlo solo saltuariamente, ha trovato la giusta continuità. L’ansia resta una “compagna” fin troppo fedele (solo il 30% non si sente ansioso) e l’uso di farmaci per combatterla si aggira intorno al 4%. Il 54% non ha paura di ammalarsi. Il 40% non si sente depresso.

Il 40% delle coppie in quarantena forzata con il partner non ha avuto ripercussioni sul rapporto. La preoccupazione più grande in vista del futuro (53%) è quella economica, mentre la salute spaventa solo al 41%.