Ancora in alto mare il programma dell’Amministrazione comunale per pagare con la moneta virtuale nei negozi cittadini

di Fabrizio Geremicca

Due token per un materasso singolo. Cinque se è matrimoniale. Uno in cambio di dieci bottiglie di plastica. E’ il tariffario attraverso il quale Asia Napoli ha in mente di incentivare i napoletani a frequentare di più rispetto a quanto facciano oggi le isole ecologiche ed è uno dei propositi che ruotano intorno al progetto presentato a dicembre 2018 dal sindaco de Magistris e sostenuto da una delibera di giunta. In quella circostanza il primo cittadino annunciò che Napoli si apprestava ad adottare il token, una sorta di gettone di sconto equivalente ad un euro, a promuovere l’utilizzo delle cripto valute in generale ed a tracciare su blokchain – un registro digitale in blocchi collegati tra loro attraverso la crittografia – documenti per ottenere maggiore trasparenza e costi inferiori. Cosa ne è di quella iniziativa diciannove mesi più tardi?

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I token al momento sono più una intenzione che una realtà consolidata. I cittadini dovrebbero riceverli dalla pubblica amministrazione in varie circostanze – oltre che nelle isole ecologiche, per esempio, quando lasciano l’auto in sosta nel parcheggio di via Brin – e dovrebbero poi avere la possibilità di utilizzarli o per pagare alcuni servizi comunali, per esempio il rinnovo dei permessi residenti per i varchi Ztl, o per realizzare acquisti nei negozi che aderiscono alla iniziativa. I commercianti dovrebbero dichiarare il numero di token che saranno accettati in funzione di un importo minimo. Mediamente ogni 10 euro di spesa 1 token sarebbe preso come buono sconto. L’operazione, però, è ancora in piena fase di rodaggio. “Stiamo formando i commercianti – informano da Palazzo San Giacomo – che partecipano alla sperimentazione. Al momento ne abbiamo scelti 10 su oltre 180 richieste pervenute. A novembre 2019 e fino a inizio dicembre 2019 abbiamo iniziato la formazione e diffusione dei Pos di pagamento per criptovalute e token nelle attività commerciali, ma abbiamo dovuto rimandare a fine gennaio 2020 per l’enorme affluenza dei negozi, in pieno periodo natalizio. C’è stato poi il blocco per il Covid e solo da qualche settimana stiamo ripartendo”. Il token e le altre cripto valute, insomma, sono ancora ben lontane dal circolare in città. Il che, peraltro, non impedisce al Comune di cullare obiettivi ambiziosi: “In parallelo alla formazione dei negozianti studieremo la migliore soluzione per integrare le tante criptovalute e progetti similari in giro per il mondo con il token partenopeo. Realizzeremo una sorte di borsa di scambio”.

Enrico Panini, assessore al Bilancio del Comune di Napoli

Il Comune sostiene, inoltre, che alcuni grandi tour operator hanno chiesto di poter acquistare a costi agevolati un pacchetto di token per diffonderle ai loro clienti in transito su Napoli.
“La loro proposta era di comprarli a 0,50 centesimi – dicono dagli uffici dell’assessore al bilancio Enrico Panini – iniziando ad attribuire un valore economico reale al token”. Prima del lockdown – garantiscono poi da Palazzo San Giacomo, “agenzie di comunicazione e grandi negozi hanno dato la loro disponibilità all’acquisto di un pacchetto in token da assegnare all’esito di concorsi a premi. Al momento stiamo donando token, poi, a coloro che prenotano gli ingressi presso i nostri musei cittadini e poi si presentano realmente. Ricevono una mail che accredita un token in premio”.