venerdì, Maggio 20, 2022
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Il flop di De Luca: tessere vaccinali inutili. Sprecati 3 milioni di euro

Le card stanno marcendo negli scatoloni

di Ilaria Riccelli

Non sono nemmeno state distribuite tutte le card vaccinali tanto agognate da De Luca. Era giugno 2020, a pochi mesi dalle elezioni regionali, e il governatore della Campania commissionava le famose card per tutti i campani per un importo pari a 3 mln di euro alla Ermes srl, unica società che aveva presentato l’offerta.

I primi scetticismi erano già stati resi noti all’indomani della proposta eppure nonostante i dubbi, il governatore convinto del suo buon intuito è andato avanti per la sua strada. Risultato? Adesso tantissime tessere stanno marcendo negli scatoloni che si trovano all’interno degli ospedali e dei centri vaccinali a cui sono stati consegnati. Nemmeno sono state aperte le scatole. Il motivo risiede nell’inutilità delle card, la cui funzione è stata ovviamente soppiantata dal green pass.

Le tessere infatti sarebbero dovute servire per accedere ai servizi pubblici, trasporti o per andare a cinema a teatro, ma la loro distribuzione avrebbe comportato inutili costi, sia di personale – impiegato inutilmente – che di spese economica per la spedizione. La distribuzione avrebbe comportato di infilarsi in un ginepraio burocratico, in quanto le card venivano fornite non in ordine alfabetico ma per data di vaccinazione.

Intanto le Asl sono in difficoltà

Insomma, mezzi e soldi inutilmente impiegati per l’acquisto di un oggetto che non solo non serve, ma che avrebbe comportato inutili complicazioni e ulteriori costi a un servizio sanitario che è già in difficoltà. Non stupisce che le Asl siano in seria difficoltà per la mancanza di beni indispensabili per lo svolgimento delle attività e delle funzioni cui sono preposte.

Mancano addirittura i pc. Antonio D’Amore – direttore della ASL Napoli2- che aveva difeso strenuamente l’iniziativa di De Luca delle card, dichiara alla Repubblica «Mi mancano i computer, non li consegnano, abbiamo persone che non possono lavorare perché non ci sono i pc. Mancano i componenti di sistemi elettronici che sono gli stessi che si usano per le auto. È aumentata la richiesta e non l’offerta di servizi. Tra l’altro ci sono stati vandalismi e furti di computer nelle sedi vaccinali»

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