Dispositivi per l'attività di intercettazione (foto di repertorio)

L’intercettazione allegata agli atti dell’inchiesta sul traffico di carburanti: il faccendiere del clan all’imprenditore

Emerge uno spaccato inquietante dal filone di inchiesta relativa al traffico di carburanti, che ha riguardato le organizzazioni criminali dell’area orientale di Napoli. Allegata agli atti anche una serie di intercettazioni, dai cui contenuti si evince, come il pizzo sia considerato una vera e propria «prassi». Tra le altre, infatti, spicca la conversazione captata, che intercorre tra l’imprenditore Alberto Coppola e un «mediatore» del clan Mazzarella di San Giovanni a Teduccio.

Il faccendiere della cosca, rispondendo alle perplessità di Coppola, a cui era stato chiesto il pagamento di una estorsione, sottolinea come ci fosse poco da meravigliarsi, perché il pizzo, a Napoli, «rappresenta la prassi». Dalle carte giudiziarie – riporta il quotidiano Il Roma – emerge pure che ci sarà l’intervento del cugino della vittima, Antonio Moccia (della omonima famiglia di Afragola), che intercederà per evitare al parente, il pagamento della tangente.

ad
Riproduzione Riservata