Gianpiero Falco

di Gianpiero Falco.

Sono passate più di due settimane dalla gestione sanitaria della pandemia del Coronavirus da parte del governo e alcune riflessioni bisogna pur farle. E queste considerazione le faccio da cittadino, non in qualità di rappresentante della mia associazione datoriale, alla luce di quello che è successo a Palermo, con l’assalto ai supermercati, e quello che sta succedendo nella provincia di Hubei, in Cina. Benissimo, anzi malissimo perché le misure adottate dal governo italiano non sono altro che la bieca scopiazzatura del modello cinese, che ha alla base del suo vivere una cultura monocratica del consenso.  Un cultura, cioè, che ha nella coazione coercitiva, e non solo amministrativa, come l’ultimo decreto sul rispetto delle azioni a difesa del Coronavirus, detta, e che è capace di far rispettare il disposto governativo. Ebbene, tale scopiazzatura, non ha previsto una adeguata politica di indebitamento dello Stato per risolvere i problemi dei cittadini deboli che si trovano in grande difficoltà e che, come abbiamo visto a Palermo, possono essere la miccia di una rivolta sociale.

ad

Qui l’incapacità della nostra politica può fare la differenza a danno delle piccole imprese che possono scomparire in un batter di ciglio dallo scenario competitivo del mercato di riferimento. L’incedere del nostro Presidente del Consiglio con le sue conferenze stampa dai toni alla Winston Churchill, non fa altro che aggravare la situazione perché alla gravità dei toni con cui declama le necessità delle azioni, altro non fa che gettare ulteriore benzina sul panico già esistente. E questo ad opera degli idioti dei social che confondono, come abbiamo già detto, tutta la popolazione che assiste attonita allo sviluppo della situazione. Solo confusione, nel dettare le stesse norme da rispettare e solo prospettive sfumate rispetto agli aiuti da adottare nei confronti delle PMI .

Anche gli esempi internazionali a noi più vicini (tralasciando gli USA, che da sempre sono molti reattivi), come addirittura la Germania, hanno avviato da subito una politica Keynesiana da 750 miliardi di euro, con tanto debito. Questi, per noi italiani sono, purtroppo, film lontani dovuti ad un sistema politico poco credibile di cui giustamente il cittadino non si fida. I cittadini palermitani, come anche quelli napoletani che vivono di precariato, sono allo stremo e non hanno più soldi per andare avanti e quindi la lentezza decisionale sta per trasformarsi nella goccia capace di fare traboccare il vaso della coesione sociale.

Gli effetti del virus sulla frangia degli scoraggiati

Gli effetti del virus, possono provocare più morti del virus medesimo se non si fa attenzione. Questi soggetti appartenenti al precariato, è bene precisare, solo di riflesso saranno beneficiati da eventuali azioni di sostegno, perché fanno parte di quella parte di popolazione appartenente alla cosiddetta frangia degli scoraggiati e che per l’appunto ingrossano le fila del precariato. Di gente, quindi, che si arrangia con lavori saltuari e sporadici, che pur sempre però sono un sostentamento delle proprie necessità primarie.

E’ da ridere comunque, come il seguire il modello cinese stia portando il Paese sull’orlo del baratro e nessuno se ne accorge. Noi non potevamo permettercelo e questo perché non abbiamo la capacità produttiva dei cinesi in grado di recuperare il tempo perduto in un breve periodo a causa delle loro basse tutele dei lavoratori. E soprattutto perché, alla pari di Germania e Francia, per non parlare degli USA, non siamo in grado di operare una pianificazione di sviluppo del nostro paese per l’incapacità di dire ai nostri partner europei che dobbiamo fare deficit. E questo perché loro non credono alla serietà di un’azione concreta per lo sviluppo, ma solo volta ad un maggiore indebitamento. Dovevamo seguire l’esempio coreano che tracciava i contagiati per restringere le zone da mettere in quarantena.

Le domande che è necessario porsi.

A questo punto la domande da farsi sono molteplici. Che ci stiamo a fare in Europa se i partner non credono alle nostre capacità e ci costringono a seguire una politica di austerity, salvo poi rivoltare il calzino per loro interessi economici con politiche di indebitamento a noi italiani sempre negate? Come volevamo affrontare la battaglia senza le protezioni necessarie, mascherine e tute, per gli operatori sanitari? Da ridere le affermazioni del ministro degli Esteri di aver trovato 1 milione di mascherine e bearsi per le elargizioni della Cina. Roba veramente da ridere. Siamo 60 milioni di abitanti e tante ce ne volevano. Bearsi di queste piccolezze, definisce il nanismo della nostra politica. E aggiungiamo che in altri tempi avere queste protezioni sarebbe stato il fatto più normale del mondo.  Risultato: i medici contagiati e gli ospedali, maggiori centri di diffusione del contagio.

Siamo ormai alla frutta, in un sistema basato sulle bande armate della loro ignoranza che vogliono conquistare solo il potere. Non si può, quindi, negare che l’essere tutti contro tutti ci ha portato a questo livello di insignificanza europea e mondiale. Siamo stati ostaggio dei flash mob dei comici che effettivamente dal ridere hanno iniziato a farci piangere con le proprie ansie da statisti mancati, e con le scelte dei propri esponenti del movimento. Gente che non è mai stata eletta neanche nei loro paesi di riferimento in elezioni comunali e che non si accorge e non denuncia l’ostacolo della malavita organizzata allo sviluppo del proprio territorio. Roba da matti!!!

Ci vuole spessore in tutto. In come si comunicano le cose e qui le conferenze stampa alla Winston Churchill non servono. Serve, semmai, una conferenza stampa serena e decisa, che dica senza se e senza ma quali sono gli obiettivi a breve per la salvaguardia della salute e non servono palle sul futuro. L’aver declamato i 25 miliardi come una cifra astronomica per la salvaguardia dell’economia e, udite udite, aver definito questa manovra una manovra di 350 miliardi per le risorse dei flussi generati, è una cosa veramente farsesca per chi ha studiato economia. Una palla astrofisica… La Germania opera una manovra da 750 miliardi e quindi dovremmo chiedere all’analista del presidente del Consiglio, in termini di flussi cosa significa?

Suvvia un poco di dignità e verità nei confronti dei cittadini, perché siamo al limite della rivolta sociale e perché le promesse del presidente del Consiglio che si mostra uomo solo al comando, non sono credibili, perché fatte da una classe politica imbelle ed incapace. E la cosa che più fa sorridere, è che, come sempre detto nei nostri interventi, la politica clerico-comunista del benessere diffuso a tutto tondo, porta a situazioni di indubbio vantaggio nei confronti dei dipendenti a reddito fisso, ed in special modo di una parte della classe operaia, ma a detrimento di chi un posto di lavoro non ce l’ha. E con tale affermazione intendiamo partite iva, lavoratori saltuari, piccoli imprenditori e piccoli professionisti autonomi, a cui il decreto non ha rivolto nessuna attenzione.

E, badate bene, proprio dalle tre componenti summenzionate, eccezion fatta per i professionisti, può venire fuori il veleno della rivolta poiché non ci saranno soldi per vivere dato che queste categorie rientrano nella fattispecie dell’auto-impiego. E cioè di una classe di lavoratori che, non trovando spazio nel mercato del lavoro, si auto impiegano con attività sussidiarie in forma di collaborazione o piccolissima impresa. E che non vengono assolutamente considerate e lasciate al loro destino dalla politica.

Le conclusioni.

Per concludere, ribadendo che la scelta che doveva essere fatta, date le cose suddette, era la scelta coreana e non quella cinese, va sottolineato che l’atteggiamento del presidente della regione Lombardia Fontana unitamente al senatore Salvini, che da subito hanno chiesto la chiusura, è stata una follia. Una follia che avrebbero potuto sostenere solo loro, che hanno le infrastrutture e non noi del debolissimo Sud. Questo fa parte di quell’egoismo che sempre, in questi ultimi tempi, si verifica tra il più forte ed il più debole. Proprio come fa la Germania con l’Italia in campo europeo. Si può sperare solo in un Draghi dell’economia e chiedere al capo dell’opposizione un poco, ma diciamo poco, di coerenza e che lasci stare i mohito e altre piccolezze varie.