Il dio denaro non può offuscare la «divina» natura umana

Non si vive imprigionati in sé stessi e non si delega ad altri il proprio modo di esistere: questa è la grande lezione da imparare

di Natale Musella

La rubrica «Ecce homo» vuole essere un invito alla categoria umana, alla sua riflessione e sul lavoro che dovrebbe svolgere su se stessa per comprendere in che modo o in che situazione politica e sociale viviamo. Dal punto di vista antropologico l’uomo è e deve essere il padrone di se stesso e delle sue azioni di carattere individuale e sociale. Vivere una vita giorno per giorno, senza un’ambizione del domani, significa vivere una vita senza senso e senza futuro. Egli non può non essere il protagonista della sua vita; non può, in nessun caso, relegare agli altri o ad organizzazioni sociali, le sue decisioni circa la sua esistenza e la sua vita per essere imprigionato in se stesso.

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Se è vero, come è vero, che l’uomo nasce con la sua dignità, questi non la deve conquistare e sentirselo dire dagli altri. Se è vero, come vero, che all’uomo è donato il libero arbitrio, egli non può legarlo o regalarlo ad altri o ad organizzazioni sociali che possono pensare e decidere per lui. Egli, pur nel rispetto delle regole giuste ed umane, è padrone e libero da ogni vincolo individuale e sociale. Per questi motivi ed altri esiste, nella giurisprudenza, il diritto naturale a cui ogni persona può riferirsi. Non può essere sottomesso a schiavitù attraverso una falsa disciplina o regola silente enunciata che sia o da chicchessia.

Egli è un essere senziente, con la propria razionalità e con i propri sentimenti; porta avanti un disegno voluto dall’essere primordiale del suo intimo spirituale; un disegno di evoluzione essenziale che lo spinge fuori dagli schemi e dalle gabbie coercitive. Oggi il dio denaro coinvolge tutto e tutti; ma non è un dio stabile e duraturo. Esso è un dio che porta al disfacimento sociale e allo sfaldamento dei principi essenziali del singolo e della società. L’arricchimento dei pochi influisce sulla povertà dei molti. Come la libertà dei pochi è causa dell’oppressione dei molti. Per questi motivi la persona deve risvegliarsi dal torpore che questo falso dio ha emanato sulla grande massa dei popoli e ripristinare quella voglia di vivere in piena libertà ricevute nella sua esistenza in vita. Impegnarsi nel sociale o, perlomeno, informarsi degli accadimenti per sollevare critiche là dove necessario.

Capire se possibile accettare tutte le informazioni che i mass media oggi ci propinano. Fare una cernita, con razionalità, di tutte le informazioni che attingiamo, dalle fake news immesse per deviare la verità. Se ogni persona riesce in questo facile obiettivo anche la società può cambiare in meglio; infatti non a caso in questo marasma sociale chi ne approfittano sono gli speculatori politici che promettono senza mantenere. Ma soprattutto chi ne approfitta speculando economicamente sulla pelle dei popoli inermi sono i finanzieri e i banchieri. Pertanto, ancora una volta dico: svegliamoci, cerchiamo di essere tutti onesti nella nostra cultura e nella nostra libertà di essere.