giovedì, Luglio 7, 2022
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Il «depistaggio» del perito dei carabinieri per favorire i politici di Sant’Agnello

Le carte dell’inchiesta sull’housing sociale. Alla professionista Paola De Maio contestate false attestazioni sulla regolarità delle concessioni edilizie

di Simone Di Meo

Strettamente legata alle vicende giudiziarie del sindaco Piergiorgio Sagristani e dei componenti della sua ex giunta, tutti indagati per abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in relazione alla costruzione del complesso di housing sociale a Sant’Agnello (leggi puntata 1, puntata 2, puntata 3), c’è la posizione di Paola De Maio. Ingegnere edile (laureata con 110 e lode) con una vasta esperienza nella pubblica amministrazione, oggi ricopre l’incarico di responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Meta di Sorrento. La professionista entra nel filone d’inchiesta per il suo ruolo di «ausiliario di polizia giudiziaria» incaricato dai carabinieri di Sorrento. A lei, viene ricostruito nelle carte dell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata, era stato infatti affidato il compito di verificare la regolarità dei percorsi amministrativi non solo dell’intervento edilizio di Sant’Agnello, ma anche di quello gemello che doveva sorgere a Sorrento, appunto. Complesso, quest’ultimo, che però non è mai stato edificato risparmiando così alle povere famiglie acquirenti il dramma di vedersi sequestrate le case pochi giorni prima della firma del rogito con tutte le tragiche circostanze che ne sono seguite in termini di serenità familiare e di condizioni economiche.

Il sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani

L’incarico, scrive il pm Andreana Ambrosino nell’avviso di conclusione delle indagini, invece di accertare le complesse procedure di concessione, avrebbe virato, al contrario, su una condotta ritenuta penalmente rilevante. Il sostituto procuratore infatti le contesta che, in qualità di «pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni», avrebbe aiutato il primo cittadino Sagristani e gli altri indagati «ad assicurarsi l’impunità» attestando «falsamente» nella relazione tecnica del 17 ottobre 2017 circostanze favorevoli all’Amministrazione comunale di Sant’Agnello. E cioè che «l’intervento di housing sociale […] era conforme alla normativa urbanistica vigente e quindi al Put (Piano urbanistico territoriale, ndr) e al Prg (Piano regolatore generale, ndr) adeguato al Put».

La professionista – che come tutti gli altri indagati avrà la possibilità di chiarire la propria posizione e di farsi interrogare – risponde per questo, oltre che di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, anche di favoreggiamento personale.

4-continua

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