Le famiglie italiane spenderanno una media di 82 euro. Appello di Conte: «Acquistate italiano»

Rigore e sobrietà per le tavole di Natale degli italiani che spenderanno il 31% in meno rispetto allo scorso anno. Un carrello di acquisti alimentari da circa 82 euro a famiglia, il valore più basso degli ultimi 10 anni, e tutto questo per colpa della crisi innescata dal Covid che taglierà brindisi e una portata su tre nel pranzo della festa. Ma il virus nulla potrà fare contro la tradizione in una ricorrenza dalla decisa svolta nazionalista, con oltre 8 italiani su 10 propensi a privilegiare prodotti locali e Made in Italy. E semmai ce ne fosse bisogno, in questo senso, arriva anche l’appello del premier Giuseppe Conte ad «acquistare prodotti autenticamente italiani, il modo migliore per ringraziare gli eroi del cibo».

A 10 giorni esatti dal Natale è così che l’Italia si prepara a festeggiarlo a tavola, fa sapere la Coldiretti secondo l’indagine realizzata con Fondazione Divulga in occasione dell’incontro «L’Italia riparte dagli eroi del cibo». Un titolo apprezzato dal premier intervenuto ai lavori per lanciare l’appello a consumare tricolore, riprendendo la campagna Coldiretti #iomangioitaliano, ma anche per ribadire il ruolo strategico della filiera agroalimentare. «Siete i veri eroi del cibo su cui il Paese può contare – ha detto Conte – il settore ha mostrato la sua strategicità nel tutelare la sovranità alimentare e l’agricoltura sarà un asse portante del Recovery plan».

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Tornando al Natale si prevedono tavole parche a casa e non solo. I limiti agli spostamenti, il coprifuoco e il clima di preoccupazione e difficoltà, rileva la Coldiretti, spengono l’aria di festa a scapito dei consumi fuori casa in ristoranti e agriturismi; al momento, salvo nuove chiusure, si recherà fuori casa appena il 4% degli italiani, meno della metà dello scorso anno. Un Natale dove si prevedono tagli che vanno da 15% per lo spumante al 4% per i panettoni.

Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, parla di un crollo di oltre 30 miliardi della spesa nel 2020, il 12% in meno complessivamente rispetto allo scorso anno. Confinati a casa gli italiani hanno trascorso più tempo a cucinare, spendendo il 7% in più. Acquisti che però non compensano il crollo nella ristorazione che ha praticamente dimezzato il volume di affari (-48%) pesando sulla filiera agricola per 9,6 miliardi di mancati acquisti. Da qui la necessità di salvaguardare la filiera agroalimentare che vale 538 miliardi, con Prandini che lancia la sfida di dimezzare la dipendenza del cibo dall’estero nei prossimi dieci anni e creare 1 milione di posti di lavoro. Questo, sintetizza, «ripartendo dai nostri punti di forza con l’Italia prima in Europa per qualità e sicurezza».

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