Tra gli spazzini positivi e quelli in età pensionabile, la situazione diventa sempre più complicata e a farne le spese sono come sempre i cittadini.

La gestione dell’emergenza rifiuti a Napoli non si può certo dire sia stata sempre perfetta, ma nell’ultimo periodo non sono pochi i cittadini che stanno segnalando ai vertici di Asìa un eccessivo accumulo di spazzatura in diversi punti della città. Secondo quanto riporta ‘Il Mattino’, in un articolo del collega Valerio Esca, tutto ciò dipende da un importante aumento dei contagi da Covid-19 tra gli spazzini. In questo momento, infatti, a quanto si apprende, sarebbero circa 100 quelli che si trovano in casa. Alcuni di loro, in realtà, si trovano in isolamento fiduciario pur non avendo contratto il virus, ma solo per aver avuto contatti con i colleghi positivi.

Ne ha parlato con il quotidiano Maria De Marco, presidente Asìa. “Stiamo combattendo con questa situazione. Non ci sono tantissimi positivi per fortuna, è sempre un numero inferiore rispetto alle persone che fermiamo. Su cento persone, 10 sono i positivi e gli altri siamo obbligati a metterli in isolamento fiduciario. Scontiamo le problematiche che vivono tutte le aziende come la nostra, nel Paese. Il nostro problema è che quando riscontriamo un caso di positività poi dobbiamo fermare dieci-quindici persone”.

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E tutto ciò si aggiunge al problema di essere sotto organico. La presidente ha infatti sottolineato l’urgenza di dover assumere 250 nuovi operatori per sostituire i dipendenti sulla soglia dell’età pensionabile. “Asìa sarebbe la prima volta che assume, perché abbiamo sempre stabilizzato i lavoratori che arrivavano da fuori. Asìa essendo nata nel 2000 e avendo assunto tutti insieme in quel momento, si ritrova oggi con personale anziano per età lavorativa”.

Per ovviare a queste difficoltà uno degli obiettivi prefissati è quello di avviare un concorso per poter assumere dipendenti più giovani, che, tra le altre cose, sappiano utilizzare tecnologie più moderne per la raccolta dei rifiuti rispetto a quei colleghi che andranno a sostituire.

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