venerdì, Dicembre 2, 2022
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Il corvo della Cisl, lettera anonima contro Lina Lucci

La missiva indirizzata alla redazione di Stylo24 in una busta (affrancata ma non timbrata) firmata falsamente dal segretario Buonavita

di Giancarlo Tommasone

Una doverosa premessa: il segretario generale della Cisl Campania, Doriana Buonavita, interpellata dalla nostra redazione, ha smentito categoricamente di aver prodotto e tantomeno siglato la lettera dai contenuti diffamatori nei confronti di Lina Lucci. Missiva che è stata recapitata alla redazione di Stylo24, in una busta affrancata ma non timbrata. Missiva, che in base agli elementi in nostro possesso, va considerato il frutto del classico corvo, che ha tutta l’intenzione di screditare Lucci, e inquinare le tracce, attribuendo lo scritto a Buonavita. Si tratta, né più ne meno di una sorta di comunicato stampa. «Ho scelto di affidare a voi organi di stampa, i miei pensieri, i miei dubbi ma anche le mie certezze», è l’incipit della lettera redatta su carta intestata della Cisl Campania.

«Ho lottato contro gli stereotipi, le reticenze contro l’universo femminile, e il provincialismo tipico di Napoli – continua lo scritto – che tende a classificare noi delle aree interne loro subalterni». E poi l’inizio dell’affondo contro la Lucci (ex segretaria generale Cisl Campania): «Non permetto a nessuno di infangare il mio (nome), tantomeno a una donna accusata di truffa alla nostra Organizzazione, che seppur prosciolta dalla legge, non potrà mai essere giudicata innocente dai tantissimi lavoratori che diceva di rappresentare».

«Non esiste soltanto una giustizia garantista, vorrei dire alla signora Lucci. Ma esiste anche una giustizia reale che condanna comportamenti che minacciano i principi e i valori della Cisl».  Lo scritto si focalizza sul comportamento che Lucci, secondo chi ha stilato la lettera, è quello di decantare «la sua presunta innocenza, e minaccia di riappropriarsi di ciò che ritiene suo». «Vorrei ricordare alla Signora in questione – scrive chi falsamente attribuisce la missiva a Buonavita – che il ruolo di Segretario Generale della Cisl Campania, non mi è stato regalato o concesso, ma il Consiglio Generale della Cisl Campania mi ha eletto all’unanimità».

E poi l’attacco conclusivo: «Le ricordo che lei è stata sfiduciata ed espulsa dall’organizzazione (…) La Cisl Campania non ha più nulla in comune con lei, né cadrà mai in qualsiasi forma di provocazione». Ribadendo che si tratta di un documento apocrifo (relativamente alla circostanza che è stato falsamente attribuito alla Buonavita, e forse redatto anche su falsa carta intestata della Cisl), vanno fatte delle considerazioni.

Secondo l’estensore della lettera, l’assoluzione della Lucci non avrebbe valore per il sindacato e l’ex segretaria sarebbe stata allontanata, ma va detto, per dovere di cronaca, che Lucci è ancora iscritta alla Cisl, non è stata espulsa. Come va detto che è stata assolta con formula piena e quindi non «decanta presunta innocenza», come scrive il corvo, ma nel caso, innocenza piena, perché al riguardo c’è una sentenza della magistratura.

Tornando, invece, alla segretaria Buonavita, a cui il corvo ha attribuito – falsamente, lo ripetiamo – l’estensione del documento, va pure detto che oltre a smentire di aver firmato il comunicato stampa in questione, ha sottolineato di essersi limitata a commentare la vicenda giudiziaria di Lina Lucci, solamente con quei giornali che all’epoca le avevano chiesto una dichiarazione.

Va da sé, che con l’ultima missiva, il sindacato ripiomba negli anni bui delle lettere anonime, dei veleni, dei dossier. Non si capisce, infatti, perché sia stata fatta una operazione di questo genere, e da che ambienti provenga. A questo punto c’è da chiedersi: chi ha interesse a riaprire la vicenda Lucci che è stata giudiziariamente chiusa? Chi è che ha interesse ad attribuire dichiarazioni così pesantemente diffamatorie, al segretario Buonavita?

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