Il progetto del corno portafortuna alla Rotonda Diaz

È davvero strano il comportamento del sindaco Luigi de Magistris e dell’Amministrazione comunale tutta a proposito del «Corno» dopo la bocciatura da parte della Soprintendenza in relazione all’immaginata location della Rotonda Diaz. E questo perché Giggino si sta affannando, e con lui l’intera giunta, a trovare un’altra sistemazione per la discussa e discutibile creazione della «ItalStage».

Il corno da 60 metri sul lungomare
Il corno da 60 metri sul lungomare

Eppure, basterebbe guardare il bando pubblico del giugno scorso per accorgersi che la priorità dell’Amministrazione non era il «cosa» ma il «dove». Bando pubblico di cui probabilmente de Magistris non serba memoria.
Infatti, c’è scritto a chiare lettere nell’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse che il «progetto» prevede «l’installazione di una struttura presso la Rotonda Diaz» da «affiancare alle consuete manifestazioni che si svolgono in città nel periodo che va dai primi di ottobre 2017 alla metà di gennaio 2018» e che «arricchisca l’offerta culturale e turistica natalizia, dando risalto alle tradizioni popolari sul tema “Napoli e la scaramanzia”».

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Luigi de Magistris, sindaco di Napoli
Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

Ora, dunque, la questione è una: perché il Comune vuole trovare un’altra destinazione al Corno se il bando fissa espressamente nella Rotonda Diaz il luogo d’installazione? E perché il sindaco scomoda addirittura una conferenza dei servizi per un progetto privato, dunque finalizzato al profitto, che la Soprintendenza ha ritenuto di non avallare? E perché l’Amministrazione non prende posizione dopo l’aut-aut di Pasquale Aumenta che ha chiesto precise garanzie sul luogo dove installare il Corno?
Se il progetto del Corno non va bene, secondo la Soprintendenza, perché dev’essere comunque recuperato e sistemato in un’altra zona della città? La priorità non dovrebbe essere prima l’individuazione di un altro progetto per la Rotonda Diaz?