I dati sorprendenti sul rapporto ruolo-guadagni di Stéphane Lissner.

La Fondazione San Carlo in questi giorni ha reso noti, attraverso il proprio sito web, i compensi di dirigenti e consulenti, seguendo le normative vigenti in materia di amministrazione trasparente degli enti pubblici. Come riporta un articolo del ‘Mattino’, la lettura rivela dati sorprendenti, specialmente in relazione ai ruoli del soprintendente e direttore artistico che a Napoli, da un mese a questa parte, convergono nell’unica figura prestigiosa di Stéphane Lissner.

Che, come si legge in rete, pur ricoprendo i due incarichi più visibili e rappresentativi del teatro, almeno per un anno, avrà un contratto da «dirigente part-time». Un concetto di per sé già abbastanza strano se messo in relazione con la mole di lavoro che si immagina gli spetti visto il doppio ruolo. Ma forse la spiegazione sta nel fatto che l’impegno al San Carlo sarà part-time, in quanto Lissner dovrà essere presente anche a Parigi, in qualità di direttore dell’Opéra National fino ad agosto 2021. Forse dopo quella data, la situazione, anche contrattuale, potrebbe cambiare.

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Per carità, nulla di male, almeno sotto il piano formale. In quanto tutti gli incarichi previsti sono teoricamente espletabili a distanza. Anche se per maggiore sicurezza, ad Emmanuela Spedaliere è stato attribuito il ruolo di direttore generale, giustificato proprio dalla presenza di un soprintendente part-time.

Dal punto di vista economico, al soprintendente e direttore artistico il teatro riconosce un lordo di 92.000 euro. Un quinto, ufficialmente, di quanto il manager francese ricevesse alla Scala e a Parigi (a Parigi, dovrebbe riceverne la metà in quest’ultimo anno).

E qualora non possa contare su voci integrative non ancora indicate (a Milano, 8 anni fa, proprio quelle suscitarono varie polemiche politiche), andrebbe soltanto apprezzato lo slancio generoso del soprintendente. Anche considerando che, per altre figure in organico, i bonus in previsione risultano regolarmente indicati.