Alcune immagini dello sgombero dell'ex convitto Le Monachelle

Lo sgombero è cominciato stamattina, inascoltate le richieste rivolte all’assessore Clemente

di Fabrizio Geremicca

Annunciato dall’ordinanza emessa ieri dal sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, che ha interdetto per l’intera giornata di oggi l’accesso alla spiaggia, stamane è cominciato lo sgombero dell’ex convitto Le Monachelle, che affaccia sul mare di Arco Felice. «Sono arrivati – racconta Osvaldo Balestrieri, tra i promotori del gruppo che da quattro anni ad oggi, ha cercato di trasformare la struttura di proprietà del Comune di Napoli, ma abbandonata al degrado, in un centro di aggregazione e di cultura – decine e decine di poliziotti ed agenti di polizia municipale. Hanno fatto uscire i migranti che da tempo vivevano nell’ex convitto. Alcuni di questi ultimi ora sono davanti alla Cumana, altri si sono sistemati nei giardinetti». Pozzuoli motiva lo sgombero sulla base di una relazione dei carabinieri che in primavera intervennero nell’edificio dove era morto un magrebino, presumibilmente stroncato da una overdose. Secondo quanto scrissero all’epoca  i militari, la presenza degli occupanti nella struttura rappresentava un pericolo per la sicurezza e per l’ordine pubblico. Tesi, però, che quelli della comunità delle ex Monachelle hanno sempre respinto: «Siamo stati noi a ripulire l’edificio, a contendere il territorio a chi lo aveva trasformato in una piazza di spaccio, a cercare forme di inclusione nei confronti dei migranti che dormono all’interno della struttura. Per esempio, sensibilizzandoli a non abbandonare rifiuti in giro».  Sul destino degli occupanti che sono rimasti senza neanche un giaciglio dove dormire  al momento non c’è chiarezza. «Ieri avevamo  ricevuto  da alcuni esponenti dell’amministrazione comunale di Napoli – riferisce Balestrieri – notizie che la Diocesi di Pozzuoli si era impegnata a trovare  soluzioni che impedissero di lasciare queste persone in strada. Al momento, però, vagano senza sapere dove andare ed a questo punto non so neanche se le informazioni trapelate dal Comune di Napoli rispondessero a verità». Lo sgombero prevede anche che siano chiusi tutti i varchi di accesso all’ex convitto, per impedire che qualcuno entri di nuovo lì dentro.

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La mail di ‘ringraziamento’ inviata all’assessore Alessandra Clemente

Asìa Napoli dovrebbe intervenire con una operazione di pulizia straordinaria per eliminare l’immondizia che si è accumulata nello stabile e  tra i rovi e la vegetazione che circondano ancora una parte dell’edificio, quella utilizzata finora dai migranti senza fissa dimora. La bonifica costerà circa 40.000 euro. Il comitato Monachelle ha intanto indirizzato una mail carica di sarcasmo e delusione all’indirizzo di Alessandra Clemente, assessore al Patrimonio di Palazzo San Giacomo, alla quale più volte avevano chiesto di intercedere per evitare lo sgombero: «Con la presente vogliamo ringraziare l’amministrazione tutta del Comune di Napoli per avere tempestivamente ottemperato a quanto affermato in merito agli abitanti delle Monachelle. Gli ultimi saranno i primi, ci diceste. Sono stati, infatti, i primi ad essere buttati fuori senza che ci si preoccupasse di una loro dignitosa collocazione».