lunedì, Novembre 28, 2022
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Il clan Troncone è sotto attacco: il 30enne ucciso era il nipote del ras

Agguato mortale a Fuorigrotta, i riflettori dell’indagine puntano sulla scomoda parentela di Andrea Merolla: ad agire sono stati due sicari in sella a una moto

di Luigi Nicolosi

I killer che ieri sera hanno insanguinato le strade di Fuorigrotta hanno agito con un obiettivo ben chiaro: lanciare un segnale inequivocabile al gruppo di mala egemone in quella zona del quartiere. La vittima, il 30enne Andrea Merolla, era infatti il nipote diretto del ras Vitale Troncone, tornato orma da qualche tempo a piede libero dopo una lunga detenzione. Al momento non è ancora chiaro per quale motivo i sicari abbiano deciso di assassinare proprio il giovane, che alle spalle ha solo un’indagine per furto e nessuna contestazione associativa: proprio per questo motivo gli investigatori che stanno lavorando al caso stanno battendo con sempre maggiore convinzione la pista che porta a una nuova rappresaglia di stampo camorristico.

Da quale clan rivale possa essere partito l’attacco resta però al momento un mistero. Sullo sfondo si staglia però certamente l’omicidio, avvenuto nella primavera scorsa, dell’anziano ras Antonio Volpe, capopiazza storicamente legato ai Cesi di via Leopardi, i quali non hanno mai avuto rapporti di buon vicinato con i Troncone. Resta però da capire quale possa essere stata l’eventuale scintilla che ha armato la mano dei killer. Di certo Andrea Merolla non poteva essere considerato un pezzo da novanta nello scacchiere criminale di Fuorigrotta: il 30enne attualmente era imputato a piede libero per una storia di furto, ma alle spalle non aveva nessuna condanna definitiva, né tantomeno vicende di camorra. La polizia che sta conducendo le indagini sul caso non esclude comunque che il giovane possa anche aver pestato i piedi alla persona “sbagliata” e che questo possa essergli costato la vita.

Il commando ha infatti agito con spietata precisione e con l’evidente intenzione di uccidere. Merolla, una volta individuato mentre percorreva a piedi via Caio Duilio, è stato infatti inseguito sotto una pioggia di piomba. Vano il suo estremo tentativo di trovare rifugio dietro le colonnine del vicino distributore di carburante: i sicari l’hanno raggiunto e hanno continuato a sparare. Sul selciato sono stati alla fine almeno sei i bossoli repertati dai tecnici della Scientifica. Il nipote del ras, nonostante il tempestivo trasporto all’ospedale San Paolo, è deceduto intorno alle 23 di ieri. La polizia ha intanto acquisito le immagini registrate da alcune telecamere della zona, nella speranze che da quei video possa emergere qualche elemento utile al prosieguo delle indagini.

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