lunedì, Gennaio 24, 2022
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Il clan Partenio all’assalto della Lega: «Votiamo tutti per Sabino, poi gli andiamo a “bussare”»

Una nuova intercettazione getta ombre sulla candidatura dell’ex dirigente provinciale del Carroccio. Il boss Pasquale Galdieri non aveva dubbi: «Mi è stato sempre vicino, anche da carcerato»

di Luigi Nicolosi

Il “sistema” di Avellino era pronto a fare il “salto di qualità”: infiltrare i propri uomini nel consiglio comunale e, una volta ottenuta l’elezione, passare all’incasso ottenendo favori in materia urbanistica e di gestione della cosa pubblica. Il tutto grazie all’abbraccio mortale tra il boss Pasquale Galdieri “’o Milord” e l’allora dirigente provinciale della Lega Sabino Morano. È uno spaccato dalle tinte a dir poco fosche quello che emerge dalla lettura delle quasi mille pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che due giorni fa ha portato all’esecuzione di quattordici arresti, disarticolando di fatto l’attuale cupola del Nuovo clan Partenio, nato sulle ceneri del precedente gruppo egemone in Irpinia, i Genovese. Il ras, non sapendo di essere intercettato, aveva del resto espresso il proprio pensiero senza tanti giri di parole: «Gli ho detto “Sabino, noi non facciamo sapere i fatti nostri, però i voti nostri, della famiglia nostra, sono i tuoi!”». Per poi, in un passaggio successivo, rincarare la dose: «Eh, ce l’abbiamo in casa, hai capito? Nel senso che domani vai alla porta e “toc toc”!».

L’ipotesi accusatoria, ricostruita nel secondo capo di imputazione del provvedimento cautelare, vede protagonisti loro malgrado Pasquale Galdieri, Nicola Galdieri, Damiano Genovese e Sabino Morano, quest’ultimo indagato però soltanto a piede libero. Secondo la Dda di Napoli, Morano, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, avrebbe accettato «la promessa di procurargli voti nelle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Avellino del giugno 2018 da parte di Pasquale e Nicola Galdieri, anche per il tramite di Damiano Genovese, anche lui candidato alle medesime elezioni». In questo modo il Nuovo clan Partenio avrebbe dovuto ottenere in cambio «l’erogazione o la promessa di erogazione di non meglio specificate utilità». In particolare sarebbe stato però garantito a Galdieri, già durante la campagna elettorale, «un concreto impegno affinché si potesse risolvere, sia in punto di opzione politica che puramente burocratico-amministrativa, la questione del centro pugilistico, un tempo da loro gestito, presso la palestra della scuola “Dante Alighieri” di Avellino».

Sul punto, gran parte della linea accusatoria è stata incardinata sull’intercettazione ambientale effettuata il 17 maggio del 2018 all’interno della cucina dell’abitazione di Pasquale Galdieri. Il ras, discutendo con la sorella Iole, si lascia infatti andare ad alcune esternazioni che la Procura di Napoli interpreta senza alcuna esitazione nell’ottica di uno scambio di favori tra camorra e politica: «Guagliù, ora stiamo tra di noi, diciamo a tutti sì però votiamo a Sabino che se lo merita! Veramente è un ragazzo serio». “’O Milord” ribadisce quindi il concetto: «Io voto a lui, mi è venuto a trovare a me da carcerato. Agli arresti domiciliari! Ci ha sempre aiutati. Dobbiamo votare a lui, l’ho detto pure a Osvaldo e a tutti quanti. È il momento suo, hai capito? Se non lo aiutiamo ora… se non lo aiutiamo ora, significa che…». Galdieri entra poi nel merito degli scenari futuri in caso di elezione del candidato leghista: «Sorella, al di là di tutto devi pensare una cosa, che se Sabino ce la fa, ce l’abbiamo in casa! Nel senso che domani vai alla porta e “toc toc”». L’accordo non andrà però mai in porto. Travolto dalla prima tranche dell’inchiesta, già lo scorso Sabino Morano aveva tra l’altro rassegnato le proprie dimissioni da responsabile provinciale della Lega.

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