Una recente immagine del boss Salvatore Lo Russo ripresa in un video amatoriale pubblicato dal quotidiano "Cronache di Napoli"

Il boss di Secondigliano Gennaro Sacco chiese aiuto all’amico Salvatore Lo Russo che gli diede 65mila euro e tre pistole

La crisi colpisce anche la camorra. A raccontarlo è il pentito Salvatore Lo Russo, ex capoclan di Miano, nell’interrogatorio davanti ai pm antimafia del 12 novembre 2011. Spiega Lo Russo a proposito dei suoi rapporti con altri boss dell’area nord di Napoli. “Gennaro Sacco, nel 2007, se non sbaglio poco prima dell’omicidio di Bombolone, mi chiese aiuto economico perché diceva che non ce la faceva a coprire le spese per i carcerati”. E dunque “di tanto parlai con Lello Amato (capo degli Scissionisti, ndR) e decidemmo di aiutarlo”. Dopo pochi giorni – prosegue Lo Russo -“gli mandammo 65mila euro di cui 25mila miei”. I soldi “vennero consegnati da Raffaele Perfetto”, nipote del padrino. Che però, in quell’occasione, commise un errore imperdonabile. “Quest’ultimo mi disse di aver dato a Gennaro Sacco anche tre pistole” scatenando la rabbia del boss “perché questo gesto poteva essere male interpretato” ed essere inteso “come un nostro schieramento con Gennaro Sacco”.

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