venerdì, Febbraio 3, 2023
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La camorra cerca casa/3 – Il clan Contini e i «bassi» da fittare agli immigrati

di Giancarlo Tommasone

Tra i clan più attivi nell’investire nel «mattone», c’è sicuramente quello dei Contini. Nel mirino della cosca fondata da Edoardo ‘o romano finiscono box, terranei e appartamenti fronte strada, ma anche interi stabili. Gli spazi vengono acquistati per destinarli al fitto e, nel caso possano fruttare immediato guadagno, alla vendita. E’ quanto emerge dalla nostra inchiesta sul riciclaggio di denaro attraverso l’acquisto di immobili, sfruttando una fitta e collaudata rete di prestanome.

Il boss Edoardo Contini

I dati raccolti e il modus operandi del clan sono confermati da fonti investigative che da tempo indagano sui «federati» di via Filippo Maria Briganti. Storicamente i Contini acquistano all’Arenaccia, al Vasto, in via Cesare Rosaroll, a Forcella, al borgo Sant’Antonio Abate e nella zona alle spalle della Stazione centrale. Il clan, rivela un investigatore a Stylo24, «qualche anno fa, è addirittura entrato in possesso di un intero stabile al corso Arnaldo Lucci per 200mila euro». Ma in che modo il clan inquadra gli immobili da comprare? Semplice. Tramite le agenzie immobiliari – che, è bene sottolinearlo, sono completamente ignare delle logiche che qui descriviamo – e stando così, sempre aggiornato, sulle compravendite.

Via Cesare Rosaroll

I prezzi di box e terranei si attestano tra i 20 e i 30mila euro. Basta qualche lavoro quasi a costo zero (uno stanzino in cui si ricavano i servizi essenziali) per rendere «abitabili» spazi prima allestiti per ospitare auto e moto. Poi le «case» realizzate in tal modo vengono date in fitto per 400 euro mensili. Gli affittuari sono di solito cittadini provenienti dal Pakistan, dal Bangladesh e dallo Sri Lanka. Discorso diverso per gli appartamenti con più stanze e situati ai piani alti. Il clan li acquista ad un massimo di 80mila euro e una volta ristrutturati, cerca di destinarli alla vendita, riuscendo in molti casi a guadagnare il doppio dell’investimento. Naturalmente quando si tratta della fase di compravendita entrano in campo le teste di legno. Il giro illecito, soprattutto quello che ha che fare con i bassi fittati ai cittadini extracomunitari, è favorito dalla mancanza dei necessari controlli e si evolve in maniera preoccupante.

(III-continua)

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