giovedì, Febbraio 2, 2023
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Il cemento «minaccia» ancora Sorrento: a rischio necropoli e agrumeto

A Sottomonte una paradossale vicenda che era iniziata sotto tutt’altri auspici

di Fabrizio Geremicca

Un giardino di agrumi – l’ennesimo in penisola sorrentina – sventrato ed una necropoli minacciata dal cemento. Accade a Sorrento, in località Sottomonte, a poca distanza dalla stazione della Circumvesuviana. Esito paradossale di una vicenda che era iniziata sotto tutt’altri auspici e che va raccontata nei suoi passaggi essenziali.

Il progetto iniziale

Nel 2014 prende corpo il progetto di mettere in sicurezza il tratto di Corso Italia compreso tra Vico I Rota e Vico II Rota mediante il rifacimento delle murature di contenimento, l’ampliamento dei marciapiedi, il recupero del terrapieno, la creazione di un’area pubblica che sovrasta via Arigliola ed è destinata a diventare terrazza alberata con panchine. Una svolta, quest’ultima, perché lì il piano urbanistico comunale prevede un parcheggio a raso.

Per effettuare i lavori in piena sicurezza è previsto l’espianto delle alberature ricadenti nelle zone oggetto di intervento, che dovranno poi essere reimpiantate nello stesso posto, in egual numero e tipologia. Lungo i marciapiedi allargati è in agenda la messa a dimora di alberi di agrumi sorrentini. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in 826.500 euro circa, dei quali 672.474 per i lavori e 154.000 circa per oneri connessi con i procedimenti espropriativi. Il progetto esecutivo è approvato il 3 ottobre 2019 in Giunta comunale.

Spunta il parcheggio a raso nell’agrumeto

Il 16 marzo 2017, nel frattempo, Gennaro Iaccarino, proprietario del fondo del quale il Comune dovrebbe espropriare una striscia, aveva presentato alla Soprintendenza un’istanza per il rilascio di un’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione un parcheggio a raso di relazione, con sistemazione a verde, nell’agrumeto di sua proprietà interessato dalla realizzazione dall’opera pubblica. La ottiene il 15 aprile 2019, un mese dopo avere donato il terreno al figlio. Il 23 maggio 2019 deposita in Comune richiesta per il rilascio del permesso di costruire.

Il diniego appare probabile perché le Norme Tecniche Attuative del Piano urbanistico territoriale della penisola sorrentina (legge regionale) stabiliscono che i parcheggi a raso, anche laddove li contemplino i piani urbanistici comunali, possano essere autorizzati solo sulla base d’indagini e perizie le quali, tra l’altro, verifichino l’inesistenza di beni archeologici e di vegetazioni di pregio (oliveti, vigneti, agrumeti). Sottomonte è notoriamente interessata dalla presenza di vestigia di epoca romana e gli agrumi sono una coltivazione di pregio ed identitaria dell’area sorrentina. La richiesta di Iaccarino, che nel frattempo è morto, è però tuttora in un limbo. Non è stata respinta, ma è congelata.

Arriva la variante al progetto del comune

A gennaio 2021, intanto, partono i lavori per la parte pubblica dell’intervento, quelli dell’allargamento dei marciapiedi. A marzo 2021, però, ecco un colpo di scena: l’impresa comunica che nella zona terminale di Corso Italia, al confine con l’istituto Bambino Gesù, è stata rinvenuta una roccia calcarea di difficile perforazione che impedisce la realizzazione di tutti i fori necessari al completamento della barriera di pali di calcestruzzo per il consolidamento. Scatta la perizia di variante con una serie di modifiche al progetto.

«Relative, però – secondo Bruno Morelli, tra i promotori della Consulta Sottomonte, della quale fanno parte varie associazioni – più che al problema della roccia a tutt’altra area del cantiere. I lavori in variante sono quasi tutti localizzati sul versante opposto a quello ove era stato rinvenuto lo sperone roccioso. Riguardano tra l’altro la costruzione di un ascensore ed una rampa di accesso al terreno dove il privato vorrebbe realizzare il parcheggio a raso. Al posto degli agrumi, poi, compaiono alberelli di corbezzolo. Interventi totalmente estranei all’originario obiettivo deliberato dalla Giunta Municipale il 16 luglio 2019 che prevedeva unicamente l’arretramento dei muri di contenimento in tufo dei terrapieni che costeggiano la strada, per allargare il marciapiede sottostante».

L’intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

Il 6 aprile 2022 la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio notifica all’amministrazione comunale parere negativo al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione dell’ascensore e di una scala lungo la rampa di accesso al terreno per il quale pende l’istanza di permesso di costruire il parcheggio da parte del privato, poiché tali opere avrebbero prodotto pregiudizio e compromissione degli elementi specifici del paesaggio tutelato, così come individuati nel Put.

Il Comune, però, insiste ed il 3 maggio 2022 invia una nota alla Soprintendenza esponendo alcune argomentazioni a suo avviso utili a far modificare la decisione. Nel testo del documento dichiara anche che l’intervento del privato sarà realizzato in convenzione con la Città di Sorrento e che lo schema di tale atto – prodromico alla concessione del permesso di costruzione – avrebbe dovuto essere sottoposto ad una previa approvazione del Consiglio Comunale. Il parcheggio, dunque, peraltro non ancora approvato, pare diventato parte integrante di un progetto nato in tutt’altra maniera.

Solo due settimane più tardi, il 18 maggio 2022, la Soprintendenza, «attesa la finalità di parcheggio pubblico a rotazione e considerato, altresì, che il proprietario del terreno sul quale sarà realizzato il parcheggio a raso si rende disponibile ad una riduzione della parte pedonale di accesso al parcheggio, modifica il suo atteggiamento negativo e rilasciò parere favorevole alla concessione dell’autorizzazione paesaggistica sulla variante proposta dal Comune.

La necropoli romana

A questo punto, però, entra in scena la necropoli romana. L’otto giugno 2022, durante la sorveglianza della demolizione dell’ultimo tratto di muro in tufo su Corso Italia, si rileva ufficialmente la presenza di una struttura in opus reticulatum costituita da alcune murature pertinenti a un’area a carattere funerario e si trovano tracce di tre monumenti funerari. Il funzionario archeologo della Soprintendenza dispone il fermo dei lavori e l’effettuazione di uno scavo nell’area di rinvenimento. Non è una sorpresa, peraltro, perché varie fonti, anche piuttosto remote, fanno riferimento ad una necropoli romana a Sottomonte.

«Non si comprende per quale motivo – nota Morelli – prima dell’inizio dei lavori, considerato che l’intervento comportava scavi a quote comprese tra i 6 e i 10 metri, non sono state svolte indagini archeologiche preliminari, accedendo ai dati di archivio e bibliografici reperibili presso i Dipartimenti archeologici delle Università e si è invece preferito attendere lo scontatissimo ritrovamento di reperti prima di affidare l’incarico per il rilievo archeologico strumentale e topografico dell’area alla ditta specializzata Duck Lab».

La richiesta di chiarimenti al primo cittadino

La Consulta ha girato un paio di mesi fa la domanda anche al sindaco Massino Coppola. «Non vorremmo – recita una parte del testo inviato al primo cittadino – che l’esistenza dei resti della necropoli romana in quell’ultimo settore del Corso Italia fosse stata già scoperta a marzo 2021 e, al solo scopo di evitare l’arresto dei lavori e per poter continuare ad operare in altre zone del cantiere, si sia deciso di sospendere la demolizione dell’ultimo tratto del vecchio muro in tufo, denunciando presunte difficoltà di perforazione di un blocco calcareo».

Non ci sono ovviamente prove di ciò. Quel che, invece, è abbastanza chiaro è che i lavori in corso interferiscono con la necropoli. Morelli mostra alcune foto dell’area di cantiere e dice: «Appare evidente che la palificazione ha già danneggiato almeno una delle tre tombe di epoca romana e davvero non si comprende il beneficio pubblico di autorizzare un parcheggio a raso in un’area dove ci sono resti romani ed un agrumeto».

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