giovedì, Agosto 11, 2022
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«Il carisma criminale amplificato dai social come TikTok»

Emergenza criminalità, Stylo24 ha intervistato il senatore Urraro componente della commissione antimafia

di Mauro Della Corte

Napoli e la sua provincia stanno vivendo momenti drammatici. A Fuorigrotta, durante le festività, si sono registrati agguati, tentati omocidi e bombe. La provincia non è da meno con ordigni e stese, ma anche rapine finite nel sangue come quella avvenuta a Boscoreale dove alcuni rapinatori hanno ucciso a colpi di pistola il povero Antonio Morione. Di quest’emergenza ne abbiamo parlato con il senatore Francesco Urraro, componente della commissione bicamerale antimafia.

Senatore Urraro l’emergenza criminalità a Napoli sembra essersi riacutizzata con Fuorigrotta epicentro

«Non solo Fuorigrotta, stiamo assistendo anche in tante altre realtà a un’escalation criminale che rappresenta e denota una vera e propria emergenza che impone una coesione maggiore e un fronte civico comune. Penso ai fatti di Boscoreale (l’omicidio di Antonio Morione, ndr.) e a tutto quello che si è visto a ridosso delle festività. Tutto ciò impone un innalzamento del livello d’attenzione. In commissione bicamerale antimafia ma anche in commissione monocamerale giustizia interveniamo tantissimo sul quadro ordinamentale, sulla repressione, sull’inasprimento delle pene ma ormai non basta più».

«Il ringraziamento va sempre alla Magistratura, alle forze dell’ordine e a tutti coloro che sono tenuti all’ordine pubblico ma è necessaria una svolta dal punto di vista civico, sociale e culturale che va riferita, alle principali agenzie educative, penso al mondo delle famiglie, delle scuole che devono costituire con noi un fronte comune per progettare una permanente presenza sul territorio. Questa emergenza sta rappresentando per tanti giovani, tante famiglie, tanti lavoratori una sollecitazione alla migrazione da questi territori perché non si sentono sicuri con le tante criticità. Quindi si impone un livello d’attenzione totalmente diverso da quello attuale».

A Roma l’emergenza è percepita? Il Governo cosa può fare per fronteggiare quello che sta accadendo?

«Assolutamente sì, in commissione abbiamo studiato i dati. D’altro canto a questa emergenza criminalità organizzata, che è diventata nazionale e transnazionale con operazioni anche economicamente rilevanti con l’ausilio di proventi illeciti, vi è una micro organizzazione criminale fatta da tanti gruppi, piazze di spaccio, tante problematiche articolate non solo a Napoli ma nell’intera area metropolitana, nella nostra regione e in buona parte del Mezzogiorno. Questo tema è stato attenzionato, è stato percepito e come dicevo poc’anzi oltre all’attenzione civica e culturale con le principali agenzie educative abbiamo un livello di attenzione elevato su tutto quello che avviene nel mondo del web che è un vero e proprio osservatorio».

«Pensiamo a quello che è il mondo di TikTok che è diventato quasi un megafono della criminalità e micro criminalità che ostenta modus operandi, modi di parlare, di gestire, di abbigliarsi e forse anche una messa in mora nei confronti dello Stato. Siamo certi che la forza delle leggi, dello Stato vincerà. Però non ha ancora vinto. Quello che va fronteggiato è il carisma criminale. Dobbiamo battere questo carisma che si vanta, che ostenta durezza, benessere e anche una sorta di welfare assistenziale perché le mafie e le organizzazioni sono diventate delle agenzie di servizi delle povertà, del disagio amplificato dall’emergenza che mai avremmo pensato di dover affrontare e che ha compresso e compromesso talvolta i nostri diritti e le nostre garanzie costituzionali. Questi sono i temi centrali in cui lo Stato può e deve intervenire».

Il Viminale però sembra aver dato priorità ai controlli del green pass. Non si rischia che le forze dell’ordine trascurino il fronte camorra, il fronte criminalità organizzata?

«Assolutamente no, di recente ho incontrato il prefetto di Napoli che rappresenta un’eccellenza anche da un punto di vista della prevenzione e piuttosto che della repressione. Sicuramente la pandemia ha alterato equilibri. Chiaramente va calibrato l’intervento sulle nuove emergenze. Ci siamo trovati a dover intervenire sul profilo normativo in un bilanciamento tra il diritto preminente alla salute, allo studio, alla scuola e alla libertà d’iniziativa economica. Ma il ruolo del Viminale, delle forze dell’ordine nel presidio dei nostri territori non può calare certamente di attenzione per quello che sta avvenendo. Ma quello che sta avvenendo in queste festività natalizie è un po’ l’apice di una criticità che in realtà ci portiamo dietro da molto tempo. Va però rafforzato il fronte civico comune che deve essere l’arma per contrastare determinati episodi. Solo con la repressione non riusciremo mai».

Le forze dell’ordine sembrano insufficienti

«Sono chiaramente chiamate a un impegno straordinario mai come in questo momento. Nella legge di Bilancio, ma anche nell’attuazione della governance del Pnrr, abbiamo posto particolare attenzione all’aumento degli organici e anche in ordine alle sfere economiche e a tutto quello che riguarda il comparto forze dell’ordine. Rappresenta uno dei nostri punti di forza del nostro Paese e non solo del nostro territorio».

Il portavoce regionale di Italia Viva, Marcello Lala, ha proposto di tenere a Fuorigrotta una seduta straordinaria della commissione antimafia. Lei sarebbe favorevole?

«Sarei naturalmente d’accordo. La commissione antimafia già ordinariamente svolge missioni in singole regione o territori. Qualche volta è capitato anche in Campania, penso a Caserta e l’area casertana, nella stessa città metropolitana di Napoli ma in altre occasioni. Quello che sta avvenendo in questo momento però rappresenta una vera e propria emergenza con una faida in corso e mi consente chiaramente di aderire alla proposta di Lala non solo per Fuorigrotta ma per l’intera area metropolitana. Quello che è accaduto a Boscoreale è qualcosa di significativo, io stesso ho partecipato all’iniziativa civica nei giorni successivi ai fatti della pescheria dove un lavoratore si è visto d’avanti, purtroppo, dei rapinatori senza scrupoli».

A livello locale cosa manca da parte delle istituzioni?

«Da parte delle istituzioni a livello locale serve massima responsabilità. Soltanto una politica responsabile a tutti i livelli, non solo nazionale che noi rappresentiamo, ma a quello territoriale, penso alla conferenza Stato-Regioni ma anche alle Regioni stesse. Al ruolo dei Comuni, ai sindaci come massima autorità sanitaria locale. Aver ottenuto il più grande dispositivo finanziario di tutti i tempi non significa beneficiarne in automatico. Significa declinare il Next Generation Eu attraverso un progetto che presuppone una politica responsabile soprattutto a livello locale. Sarà un percorso lungo che andrà avanti fino al 2026 che necessita di una coesione e una responsabilità soprattutto nella politica regionale campana».

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