Giuseppe Montella, uno dei carabinieri arrestati, e considerato al vertice del gruppo

Le intercettazioni dell’appuntato Giuseppe Montella, finito in carcere nell’ambito dell’operazione Odysséus

di Giancarlo Tommasone

Inchiesta sulla caserma sequestrata, la Levante di Piacenza: sono numerosi gli episodi contestati all’appuntato dei carabinieri Giuseppe Montella (originario di Brusciano, nel Napoletano). Il 37enne finito in carcere la scorsa settimana (nell’ambito dell’operazione Odysséus), è considerato dagli inquirenti, anche al vertice di un gruppo dedito al traffico di stupefacenti. Insieme a ai componenti di una rete fatta di spacciatori, fornitori e corrieri di droga – emerge dalle indagini – è protagonista di una serie di azioni atte all’approvvigionamento, al trasporto e al commercio delle sostanze proibite. Il gruppo trafficava prevalentemente in marijuana e hashish, ma la cosa che veramente interessava a Montella – lo dice lui stesso, intercettato – era la cocaina.

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Anche perché, con la polvere bianca, si cambia registro e ci sono previsioni di guadagni assai maggiori rispetto a quando si trattano «erba» o «fumo».  Il contenuto dell’intercettazione lascia basiti gli investigatori che sono all’ascolto, quelle parole, infatti, escono dalla bocca di un carabiniere. Vengono captate il 21 febbraio del 2020, alla fine di un trasporto di circa nove chili di droga, al quale – si evince dall’inchiesta – ha partecipato anche l’appuntato. La roba è stata prelevata a Gaggiano (Milano), presso un magazzino riconducibile a fornitori calabresi, e per il trasporto, toccano al carabiniere 500 euro. Lo sottolinea nel corso di una telefonata, Daniele Giardino (considerato «socio» in affari di Montella). Il carabiniere si impegna a custodire parte degli stupefacenti, nascondendola nel garage pertinente la propria abitazione.

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Ma c’è di più: Giardino, nel corso della conversazione intercettata, precisa che avrebbe consegnato al carabiniere la sua parte di droga, a credito, e dunque, (il carabiniere) gliela avrebbe pagata dopo averla, a sua volta, smerciata. Comunque, come è riportato nell’ordinanza a firma del gip Luca Milani, «il vero obiettivo di Montella era quello di riuscire a trafficare cocaina». «A me non fotte un cazzo, capisci? – dice Montella a Giardino – A me non interessa proprio. A me, quella che interessa, è la coca. Dopo che abbiamo preso due, tre, quattro volte, e riusciamo ad abbassare un po’ il prezzo (d’acquisto) sarebbe il top». Il progetto – è riportato nell’ordinanza – «Montella lo avrebbe iniziato a realizzare il 4 marzo 2020, acquistando quaranta grammi di cocaina, affidata il pomeriggio stesso a Jamai Masroure Zin El Abidine (marocchino, anche lui finito in carcere), per il successivo spaccio».