Da sinistra: Raffaele Amato, Carmine Cerrato e Cesare Pagano

I conti del narcotraffico gestito dagli Amato-Pagano raccontati dal pentito Carmine Cerrato: ho visto la cifra scritta su un foglietto

Nel novembre 2011 l’attivo circolante, per usare un termine preso dall’economia aziendale, del clan Amato-Pagano era di 17 milioni di euro.

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A raccontare i retroscena del gigantesco traffico di droga, che vedeva coinvolti i capi del cartello degli Scissionisti, è il pentito Carmine Cerrato. Ai pm antimafia spiega che questa informazione la conobbe durante un incontro a Pozzuoli, «a casa mia, dove io ero latitante». All’appuntamento nella tana del ricercato prese parte anche Mario Cerrone, braccio destro del super-trafficante Raffaele Imperiale, oggi latitante di lusso a Dubai.

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Con sé Cerrone portò un documento che Cerrato ebbe modo di vedere. «Su questo foglio c’era tutta la somma del capitale della famiglia Amato-Pagano». Il pm gli chiede, a questo punto, a quanto ammontasse, quale fosse la cifra segnata; e lui risponde sicuro: «Di 17 milioni di euro. Erano i lavori fatti durante l’anno e le chiamate di tutta la merce che era stata comprata».