Gianpiero Falco

di Gianpiero Falco.

Egregio Direttore, più passa il tempo e più vengono fuori risposte sullo stato di salute del nostro Paese. Elettroencefalogramma Piatto. Morte cerebrale. Ne viene fuori un po’ tutto il Paese purtroppo. E lo scenario politico è da matti. E parliamo di uno scenario nella sua interezza. Le molteplici trasmissioni nate per parlare della pandemia, sanciscono un livello di democrazia non più accettabile per tutti gli italiani.

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Stamattina, venendo in ufficio, ho incontrato il ragazzo del bar vicino, dove prendevo il caffè prima del Covid 19 e ho avuto un tuffo al cuore per la condizione psicologica in cui lo stesso versava. Niente lavoro e niente cassa integrazione con due figli da mantenere. E subito, dico subito, mi è venuta in mente una trasmissione andata in onda su Rete 4 la scorsa settimana, con ospiti una certa Fusani giornalista, il deputato Dem Andrea Romano e due imprenditori, il sig. Agnelli, patron delle famose fabbriche di pentolame di Bergamo e il famosissimo cuoco Vissani, proprietario di catene di ristoranti.

Trasmissione che ha fatto trapelare l’insipienza politica dei nostri tempi. Ho sentito argomentare dal deputato Romano che il Governo aveva fatto tutto l’impossibile per non lasciare nessuno indietro e che di più non poteva essere fatto. E che la realtà del mancato arrivo delle casse integrazioni per i dipendenti dipendeva dalla procedura e che i soldi sarebbero arrivati e che le critiche mosse dagli imprenditori erano eccessive. E parlando del bazooka dei 400 miliardi da dare alle PMI con garanzia totale del Governo, quelli del decreto Cura Italia per intenderci, abbatteva gli strali della sua critica sulle Banche che non potevano a suo dire avere quel comportamento.

Tralasciando, però, di sottolineare come più volte i tecnici economisti avevano rappresentato l’impossibilità delle Banche a rilasciare tout court le cifre promesse dal Governo. E questo perché non è stata sospesa la norma generale che in caso di fallimento successivo delle aziende finanziate il funzionario di turno era assoggettabile alla norma penale di concorso in Bancarotta fraudolenta.

Quisquiglie, come diceva il nostro Toto’. Follia da rappresentazione del proprio io, perché tale atteggiamento lo si può giustificare o con l’ignoranza della norma o con l’accettazione becera che la burocrazia è un totem a cui tutti dobbiamo porgere un inchino. Ma c’è anche un’altra spiegazione che trova fondamento nella definizione dei Radical Chic e cioè di quella sinistra che non rappresenta gli ultimi ma solo la bellezza delle proprie idee per dimenticare chi effettivamente soffre e lasciarli soli a se stessi. A dare man forte a queste posizioni indifendibili la giornalista Fusani, in evidente difficoltà di ragionamento.

In realtà, il mio amico barista Giovanni, mi ha raccontato che i suoi parenti in pari posizioni lavorative all’estero e cioè in Inghilterra e Francia , hanno avuto tutto quello che dovevano e avere a differenza dei lavoratori Italiani. E che la fame dei nostri non interessa a nessuno. E non vedo atteggiamenti barricaderi dell’opposizione che ne dovrebbe fare una bandiera per la propria lotta politica. Ma vedo una neutralità diffusa anche da parte della stampa che permette simili posizioni anche in situazioni di mancanza di dibattito come è successo, più di due settimane fa allo Sky tg24 in un intervista al sottosegretario Misiani che sosteneva cose indifendibili come il Romano e la Fusani, per l’appunto.

Una stampa poco incalzante nei confronti di una Politica insufficiente, che si salva dalla propria incapacità solo per la garanzia delle poltrone, come dimostra il voto sull’imbarazzante comportamento del Ministro della Giustizia. Una parte della stampa che ha mostrato la lobbying con i poteri politici forti nella vicenda delle intercettazioni sull’ex presidente dell’ ANM Palamara. Una vicenda inquietante che quasi nessuno ha pubblicato e che meritava di essere portata a conoscenza dei cittadini. E che credo l’opposizione avrebbe dovuto aggredire in ben altri modi rispetto all’attuale political correct del destinatario di quelle telefonate.

Quanto tempo dovrà passare per vergognarsi di essere italiano? Lo dico con rabbia. E questo perché esiste una politica incapace di risolvere i problemi e che ci pone ultimi rispetto ai paesi più industrializzati come gestione della Cosa Pubblica. I parenti di Giovanni ci fanno sentire molto piccoli ed indicano l’idea della emigrazione come unica soluzione. Quanto tempo dovremo aspettare perché le responsabilità di chi fa amministrazione della cosa pubblica vengano poste all’attenzione della Magistratura con la M maiuscola? E questo perché chi non fa il suo dovere, rallenta la certezza del percorso amministrativo e quindi la credibilità del sistema paese per gli investitori esteri. Ed in soldoni rallenta l’incremento dell’occupazione.

Il pericolo delle mafie oggi non si combatte più con le pistole, quelli sono i cani sciolti. Ma le organizzazioni criminali si combattono con gli investimenti puliti dei cittadini onesti e verificabili. Come spiegarlo a tutti e soprattutto ai giovani magistrati che questo è il pericolo più importante? E vero che bisogna combattere il crimine dai piani bassi , ma le infiltrazioni mafiose nel sistema dello Stato, sono il cancro che il grande Giovanni Falcone combatteva e che comprendeva essere il problema più importante per l’affermazione della democrazia.

Ragion per cui, ci appelliamo al Presidente Mattarella, perché vigili sull’incapacità di questa classe politica e/o sul dolo che la stessa può avere nell’esercizio delle sue funzioni. Noi siamo grati alla sua famiglia perché ricordiamo il sacrificio di Piersanti , e speriamo lei controlli su questa situazione che noi intendiamo, definirla purtroppo con l’unica parola rappresentativa dello stato di fatto. E ,cioè, caos infinito…