Il Comune di Napoli - stylo24
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Se vuole vincere le elezioni comunali l’anno prossimo, la coalizione moderata deve anzitutto proporsi come alternativa culturale alla sinistra. Magari cominciando a crearsi un proprio linguaggio di riferimento

Uno dei motivi per cui il centrodestra arranca a Napoli e in provincia è dovuto al fatto che manca di una propria cultura politica e di un proprio linguaggio. In questi giorni, diversi esponenti di Forza Italia si sono messi a concionare di un «campo largo» per le comunali, che si terranno l’anno prossimo. In gioco c’è la possibilità di strappare il sindaco di Napoli al Partito democratico e al Movimento cinquestelle che ad oggi, dal punto di vista organizzativo, sembrano attrezzati meglio per la presenza, sul campo, di calibri come Vincenzo De Luca e Roberto Fico.

Qual è allora il problema? La questione è anzitutto linguistica: «campo largo» è un termine usato da Nicola Zingaretti nel gennaio 2020. Non è possibile che il linguaggio del centrodestra non riesca a esprimere un termine alternativo, per indicare la necessità di allargare la coalizione al mondo civico e dell’associazionismo, e debba prenderlo in prestito – se non rubarlo – ai rivali di centrosinistra.

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Riuscire a vincere le elezioni significa convincere gli elettori della bontà del proprio progetto politico e del proprio programma di governo. Se non si è in grado nemmeno di adoperare un linguaggio alternativo alla sinistra, perché i cittadini dovrebbero votare centrodestra? Il linguaggio è fondamentale in politica.