Le intercettazioni dell'amante rimasta fedele al ras in fuga

Il piano messo in piedi contro un sodale della cosca, che non si «comporta bene»

Davanti, tutti amici e «comparielli», ma alle spalle si «accoltellano» l’uno con l’altro. E’ uno degli aspetti del rapporto tra affiliati di camorra; del resto – è normale -, come capita in ogni ambiente di lavoro, anche tra malavitosi, si registrano simpatie e antipatie. In questo caso, due sodali della cosca Fabbrocino, si coalizzano contro tale Giuseppe C., inviso un po’ all’intera organizzazione di San Giuseppe Vesuviano, perché non si «comporta bene». Per punirlo, i due escogitano un piano: ipotizzano di comunicare alla moglie il luogo dove Giuseppe, si incontra con l’amante. «Sabato prossimo, quello va a Serino con Carmela, andranno in un albergo della zona», emerge dalle intercettazioni allegate a una informativa di polizia giudiziaria sul clan Fabbrocino. I due progettano tutto nei minimi dettagli.

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L’obiettivo da seguire è la donna. «Carmela, dobbiamo stringere (pedinare), bisogna starle addosso e vedere dove va. Gli devo fare un servizio che Peppe, non se lo dimentica più», afferma uno degli interlocutori. Poi i camorristi lavorano al progetto: «”Sabato, vogliamo andare a Serino”, ha detto Peppe. Lui ha detto che alle nove, nove e mezza sta là, visto che sta fino alla mattina (intendono tutta la mattinata, fino al primo pomeriggio, ndr), noi se vediamo, lui sta con la Golf, e poi dobbiamo telefonare  a casa della moglie». «E le diciamo: signora, io per un fatto di coscienza vi chiamo, ho visto il marito vostro che stava con una donna ed è andato in un albergo a tale parte. Se non mi credete andate a Serino a tale parte», si ripromettono di mettere in pratica il piano, i due.

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