Un'immagine di repertorio di un incidente stradale in cui è rimasta coinvolta una Ferrari

Il pentito Biagio Esposito parla del padrino Raffaele Imperiale: venne nel nostro covo dopo l’incidente. Era tranquillissimo

“Quando arrivò Lello ‘o Parente nella villa ci raccontò che aveva avuto un incidente in cui era stato coinvolto (…) lui che guidava una Ferrari ed un’altra persona che fa parte del suo gruppo di narcotraffico (…) una Lamborghini: ebbero un incidente in cui rimase ucciso un uomo. (…) Non mostrava disappunto sul fatto che due autovettura di pregio fossero andate distrutte in quanto aveva molti soldi”.

A parlare è il pentito Biagio Esposito, ex affiliato prima al clan Di Lauro e poi a quello degli Scissionisti, nel corso di uno dei suoi interrogatori ai pm antimafia. Come in altre circostanze, il collaboratore di giustizia parla di Raffaele Imperiale, indicandolo come “capo di un gruppo dedito al narcotraffico di cui facevano parte Vincenzo Scarpa detto Mimì, che è la persona con cui io venni arrestato a Barcellona nel febbraio del 2005 in occasione della cattura di Raffaele Amato”. In quell’occasione, specifica che, “con me”, oltre a “Scarpa vi era anche Lello ‘o Parente”. Entrambi – ricorda l’ex boss – “erano muniti di documenti falsi ed a differenza mia furono entrambi rilasciati anche se in quell’epoca Scarpa era latitante, se non sbaglio, per un mandato italiano”. Altro collaboratore di Imperiale, secondo Esposito, era “Mario Cerrone detto Marittiello (…) Cerrone e Lello ‘o Parente li ho incontrati nei nostri covi a Quarto durante la mia latitanze e quella di Cesare Pagano”. Scarpa invece “l’ho incontrato solo in Spagna”.

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