Il giovane Walter Mallo in una scena del film "Il ragazzo di Scampia"

I particolari dell’agguato che stava costando la vita al ras emergente Walter Mallo, in lotta con il clan Lo Russo di Miano 

Rischiare la vita per mangiare un cornetto al cioccolato? Capita anche questo, se sei un giovane esponente della criminalità organizzata e decidi, in maniera alquanto incosciente, di entrare in territorio nemico, in piena faida, per gustarti il dolce, insieme ai tuoi sodali. E proprio un cornetto stava costando assai caro a Walter Mallo, boss emergente (attualmente detenuto) del Rione Don Guanella che qualche anno fa si mise in testa di fare la guerra al clan Lo Russo di Miano. I sicari dei capitoni (così vengono chiamati gli appartenenti alla cosca) intercettarono Mallo, mentre questo si trovava in auto e stava attraversando il «confine», delimitato dal cosiddetto ponte di Bellaria. Era il 26 aprile del 2016. Mallo (all’epoca 26enne) fu fatto oggetto di un agguato; tre i colpi che raggiunsero l’abitacolo della vettura, uno solo andò a segno, e di striscio. Il giovane boss fu ferito a un braccio.

Nel 2008 / Il boss Walter Mallo
attore nel film «Il ragazzo di Scampia»

Ma perché si trovava di notte, nel territorio controllato dai suoi nemici? A spiegarlo è lo stesso Mallo, che la sera del 26 aprile viene intercettato mentre parla al telefono con suo cugino. Quest’ultimo – è riportato nelle carte di una inchiesta contro il clan Lo Russo – lo chiama per informarsi delle sue condizioni a seguito dell’agguato subìto. «Mallo – sottolineano gli inquirenti, commentando il contenuto della intercettazione – si mostra tranquillo e lo informa che: “Ma quello non è niente”.  E dice che ha ricevuto solo “due strisce”. Poi racconta al cugino, che gli hanno sparato “da sopra le finestre … proprio (nei pressi del bar) Mexico. Un poco più avanti”. Laddove si trovano le cosiddette Palazzine “di Mussolini”».

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Lo stupore per l’incoscienza del boss

Il cugino del giovane boss, è stupito dal fatto che Mallo si trovasse lì, proprio nella roccaforte del clan Lo Russo, e gli chiede come mai fosse da quelle parti. «La risposta di Mallo – è riportato nell’ordinanza – lo lascia ancora più basito, poiché (Mallo) afferma: “Mi ero andato a mangiare un cornetto”», esponendosi, dunque, a un rischio inutile.