giovedì, Maggio 19, 2022
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Il boss pedofilo che adescava i bambini

LA STORIA DELLA CAMORRA – Un padrino «incastrato» da un bambino di otto anni

Alcuni boss amano vivere nell’ombra, non amano gli agi e preferiscono non apparire troppo in pubblico. Preferiscono una vita sotto traccia. Altri, invece, non si preoccupano e vivono a «tutta velocità». Amano le auto, i soldi, le donne e i peccati in generale. Non amano le regole «camorristiche» e non curano l’«onore». Fece scalpore la storia di un boss della camorra, detto «il solista del mitra», che fu arrestato perché accusato di aver adescato un bambino. L’uomo era ritenuto uno dei capi della Nuova famiglia nella zona vesuviana e fu arrestato il 2 agosto del 1988.

Secondo le indagini dell’epoca irretì un bimbo di otto anni che si era introdotto, spinto dalla curiosità, nella villa di sua proprietà, con piscina, alle falde del Vesuvio. Quell’episodio però gli costò caro e fu bloccato dopo la denuncia fatta dal padre del bambino al quale, nel frattempo, il figlio aveva raccontato l’episodio.

Il boss era stato già ripetutamente arrestato nel passato per reati contro il patrimonio e la persona ed era uscito dal carcere sei anni prima ed era in attesa di giudizio. Viveva da solo nella villa dove, secondo l’accusa, provò a usare violenza nei confronti del bambino che però riuscì a fuggire e a raccontare quanto accaduto al padre. Durante il blitz «il solista del mitra» provò anche a fuggire ma fu bloccato dai militari dell’Arma in una pineta poco distante dalla sua abitazione.

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