Il racconto di un esponente del clan Puca sulla confidenza fattagli dal reggente della cosca, Amodio Ferriero

Nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto «sistema Sant’Antimo» emergono anche una serie di pressioni, che secondo quanto dichiara Domenico Esposito (non indagato nell’inchiesta in oggetto), sarebbero state effettuate nei suoi confronti da parte di Amodio Ferriero, che per un periodo – risulta dalle indagini – avrebbe tenuto le redini del clan Puca, in qualità di reggente della cosca.

Il racconto di Domenico Esposito

Esposito, nel corso dell’interrogatorio del 25 maggio 2017, fa mettere a verbale: «Quando hanno arrestato Ferdinando Puca, dopo circa 15 giorni, Amodio Ferriero è venuto a casa mia e mi ha chiesto di mettermi con lui “in mezzo alla via” (affiancarlo in attività illecite). Me lo chiedeva perché mi ha spiegato che a Sant’Antimo si diceva che lui aveva rubato i soldi e aveva paura dei suoi stessi compagni, cioè del Maranese (alias di Francesco Dell’Omo) e di Sparavolpe (Lorenzo Iavazzo, ndr), i quali dicevano che Amodio si era rubato 200mila euro su un appalto delle strade».

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«In sostanza – continua Esposito, nel corso dell’interrogatorio – lo accusavano di fare la cresta sui soldi che dovevano andare al clan. Amodio raccontava che Sparavolpe e il Maranese dicevano questo fatto anche alla famiglia stretta di Pasquale Puca (capoclan dell’omonimo sodalizio criminale), vale a dire alla moglie e ai figli». Secondo quando spiega agli inquirenti, Esposito rifiutò la proposta di Ferriero, «ma lui (Ferriero) dopo una settimana è tornato da me continuando a insistere e così ha continuato a fare per lungo tempo».

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«Io e Ferriero abbiamo sempre avuto solo rapporti per i soldi che bisognava consegnare agli avvocati, sia quelli romani che quelli napoletani», afferma ancora Esposito, nel corso di spontanee dichiarazioni. Va detto, inoltre, che Domencio Esposito – è riportato nell’ordinanza – aveva ammesso, durante gli interrogatori, «la sua partecipazione al clan Puca, per essersi  “messo a disposizione” proprio di Amodio Ferriero, nel periodo in cui questi era il reggente della cosca».