domenica, Luglio 3, 2022
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Il boss Luigi Cimmino “derubato” di 160mila euro: «Ero pronto a ucciderlo»

L’ex ras ras dell’Arenella ricostruisce le tensioni con il luogotenente Andrea Basile: «Si impossessò del provento di un’estorsione ospedaliera. Lo picchiai e si decise a confessare»

di Luigi Nicolosi

Uno sgarro in piena regola, che il boss dell’area collinare di Napoli sarebbe stato pronto a punire anche con la morte. Poco importava che il responsabile di quell’affronto, un ammanco di denaro da oltre 150mila euro, fosse il suo fedelissimo e storico braccio destro: «Una volta ho anche picchiato Andrea Basile perché si era impossessato della somma di 150-150mila euro provento di un’estorsione ospedaliera che non so meglio indicare. Fu lui a confessare e io dopo averlo picchiato minacciai anche di ucciderlo, poi grazie all’intervento di Giovanni Caruson le cose si appianarono. Questo fatto è accaduto nel 2013-2014».

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e Luigi Cimmino, storico capoclan di salita Arenella, dopo essere stato riarrestato nell’autunno scorso, ha deciso di gettarsi tra le braccia dello Stato. Un pentimento clamoroso, quello dell’ormai ex boss, destinato a infliggere un durissimo colpo alla criminalità organizzata di mezza Napoli. Nell’interrogatorio al quale è stato sottoposto lunedì 16 maggio Cimmino ha così descritto, oltre al meccanismo delle estorsioni ospedaliere, anche i rapporti, talvolta conflittuali, con i suoi luogotenenti.

Davanti agli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Napoli il neo pentito ha così raccontato un episodio di cui si sarebbe reso protagonista insieme ad Andrea Basile, la mente finanziaria del clan Cimmino: «La casa di Basile era il luogo dove si facevano le nostre riunioni perché Basile non usciva molto da casa in quanto temeva che io potessi ucciderlo. In effetti non c’era un motivo preciso per cui io potessi avere intenzione di uccidere Basile, anche se devo dire che all’epoca un po’ tutti avevano paura di me perché ero molto aggressivo, convinto che tutti mi “rubassero”, soprattutto Basile che aveva la gestione degli ospedali.

Sul punto, il collaboratore di giustizia Cimmino ricorda quindi di un incontro a muso duro che ebbe qualche tempo fa con il suo fedelissimo: «A tal proposito posso dire che una volta ho anche picchiato Andrea Basile perché si era impossessato della somma di 150-150mila euro provento di un’estorsione ospedaliera che non so meglio indicare. Fu lui a confessare e io dopo averlo picchiato minacciai anche di ucciderlo, poi grazie all’intervento di Giovanni Caruson le cose si appianarono. Questo fatto è accaduto nel 2013-2014».

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