Sullo sfondo uno scorcio del Rione Don Guanella, in primo piano Carlo Lo Russo e Walter Mallo

L’ex vertice del clan di Miano Carlo Lo Russo intercettato mentre si rivolge agli affiliati «indisciplinati»

Poco prima del suo arresto – in seguito al quale, poi è maturata la decisione di collaborare con la giustizia – l’allora boss dei capitoni di Miano, Carlo Lo Russo (alias Carlucciello), ha seri problemi di leadership. A suo dire, sono molti gli affiliati che non rispettano il suo ruolo di capo. La circostanza emerge da una informativa di polizia giudiziaria (del 26 febbraio 2016) allegata agli atti di una inchiesta sul clan Lo Russo. Al centro della discussione, la gestione della piazza di spaccio del Don Guanella e le stese non autorizzate (dal boss) nel citato rione. Va ricordato che all’epoca è in atto uno scontro tra il clan capeggiato da Carlucciello, e il gruppo capitanato dal ras emergente Walter Mallo. Carlo Lo Russo parlando con i suoi uomini più fidati si lamenta del fatto che «adesso, ognuno si arma e va a sparare al Don Guanella». La cosa, naturalmente, espone il boss a rischi seri, perché in caso si verifichino fatti di sangue in zona, le forze dell’ordine chiederanno conto a lui.

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E poi c’è pure da considerare che l’azione di inesperti sicari, tra l’altro non autorizzati, potrebbe provocare ulteriori problemi, non ultimo quello di farsi sfuggire la situazione di mano, e colpire chi non c’entra niente (vale a dire vittime innocenti, persone estranee alle logiche criminali, e quindi, non tra gli obiettivi della cosca). «Voi tenete una ventina di guaglioni (affiliati minori) quaggiù… ma che li tenete a fare? Posso sapere che li tenete a fare?», dice – intercettato – Lo Russo. Che precisa che è lui a decidere chi deve sparare, indicando i presenti alla riunione come «unici titolari della licenza di sparare». «Guagliù, decido sempre io chi deve sparare. Me la lasciate a me questa decisione, o no? Non è che all’improvviso, partite in quarta. (…) Perché non mi portate rispetto… lasciatele prendere a me queste decisioni», ribadisce il boss. Che conclude: «Chi deve sparare e chi non deve sparare, lo decido io. Siete voi quelli che devono sparare. Chi li sa (li conosce, ndr) a questi guaglioni (si riferisce agli affiliati minori)?».

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