sabato, Novembre 26, 2022
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Il boss e l’ossessione per la carriera criminale del figlio

Il collaboratore di giustizia Salvatore Lo Russo racconta: «Fui rimproverato da mia moglie e dalle mie figlie»

Vita da camorrista non è sinonimo di tranquillità e spensieratezza ma di sangue, morte, dolore e vita da reclusi. Lo sapeva benissimo l’ex boss della camorra Salvatore Lo Russo, oggi pentito, che in alcuni interrogatori ha raccontato alcuni particolari sulla sua famiglia. In particolare ha svelato la sua contrarietà sulla volontà di suo figlio a partecipare alle attività del clan. «Ho sempre fatto il possibile perché mio figlio restasse al di fuori delle logiche criminali. Da quando tornò in libertà, dopo aver scontato la condanna per le armi, dopo aver trascorso in Sardegna il periodo assegnatogli per aver beneficiato dell’indultino, tornato a Napoli nei primi anni duemila me lo chiamai e cercai di convincerlo a stare fuori da certe dinamiche».

Il padre provò a convincerlo anche offrendogli un’alterativa ma non ci fu verso. «Non aveva bisogno di nulla e, quindi, gli proposi di aprire fuori Napoli un ristorante o altre attività imprenditoriali. Lui però mi rispondeva sempre che non intendeva lasciare Napoli e mi ha sempre chiesto di rispettare le sue scelte. Io gli stavo dietro in maniera ossessiva fino al punto da essere per ciò rimproverato da mia moglie e dalle mie figlie che mi accusavano che Antonio, per colpa mia, rischiava di prendere un esaurimento nervoso».

Salvatore Lo Russo, a malincuore, dovette assecondare il suo volere. «Quando capii che, comunque, coltivava ambizioni malavitose cercai di controllare la cosa, e quindi, lo inserii al fianco di M. nel traffico di sostanze stupefacenti. Mi raccomandai con M. perché “lo facesse fesso contento” nel senso di dargli la sensazione di renderlo operativo senza, tuttavia, coinvolgerlo più di tanto».

Alla fine, tuttavia, «con il tempo mio figlio ha finito con il gestire, al mio fianco, il traffico di sostanze stupefacenti che abbiamo gestito per lo più nei rapporti con gli scissionisti. Non so poi quale sia stata l’evoluzione all’indomani del mio arresto. Posso dire che fino a quel momento si è occupato solo di droga».

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