Il boss cerca gli attrezzi da scasso su internet (foto di repertorio)

LA STORIA DELLA CAMORRA Il capo del gruppo di rapinatori alle prese con gli acquisti in rete

Nella primavera del 2008 si registra il ritorno in libertà di Raffaele Stolder, per anni a capo di un gruppo specializzato in furti e rapine. La compagine malavitosa, una volta attiva nella zone di Forcella, Maddalena e Duschesca, oggi risulta completamente disarticolata. Lasciato il carcere dopo un lungo periodo di detenzione, il capo comincia a riorganizzarsi; infatti, secondo quanto emerge da informative di polizia dell’epoca, avrebbe provato a reinserirsi nel giro delle attività illecite. Lo fa, stando alle indagini, non solo ingaggiando persone da far partecipare ai colpi, ma anche rifornendosi degli attrezzi necessari per portare a compimento i «lavori».

E per la ricerca, si affida molto spesso a internet, che gli permette di restare aggiornato rispetto agli «arnesi» di ultima generazione, e di individuare dove andarli a comprare. Da questo punto di vista, risulta particolarmente interessante – argomentano gli investigatori – la conversazione che viene intercettata in casa di Stolder, il primo giugno del 2008. Tale Gennaro bussa al citofono di casa dell’uomo e poco dopo entra nell’abitazione cominciando a parlare con quello che chiama «zio (Stolder, appunto), di una “bombola” e  sulla possibilità di reperirla più piccola».

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Nel corso della conversazione captata dalle forze dell’ordine, Gennaro spiega, tecnicamente, come miscelare l’aria e il gas, a seconda del metallo da tagliare. Stolder, inoltre, chiede spiegazioni al suo interlocutore «circa i tipi di gas e cannelli di ultima generazione, nonché come sia possibile tagliare la ghisa».

A questo punto Gennaro consiglia allo «zio» di fare una verifica su internet e di fare una ricerca per una «lancia termica». «Immediatamente, un parente di Stolder si attiva per una ricerca su internet. Stolder osserva che, nel caso riesca a trovare il materiale idoneo in rete, può andarlo a prendere in qualsiasi parte d’Italia», è riportato nell’informativa di polizia giudiziaria.

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