Da sinistra Adolfo Greco, Antonio Polese e Antonio Pentangelo

L’intercettazione di Antonio Polese allegata a una informativa di polizia giudiziaria, redatta per l’inchiesta sull’area ex Cirio

di Giancarlo Tommasone

Nel corso dell’attività di indagine, relativa all’inchiesta ex Cirio, emerge – mettono nero su bianco gli inquirenti – «come la rete clientelare intessuta da Adolfo Greco fosse proprio funzionale alla risoluzione di varie problematiche, alcune delle quali anche immediate, come quelle esposte da Tobia Polese (deceduto il primo dicembre del 2016)». Quest’ultimo, meglio conosciuto come don Antonio, o come il boss delle cerimonie (per essere stato il protagonista di un reality televisivo) espone la problematica relativa all’albergo-ristorante di cui è proprietario, La Sonrisa.

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La circostanza emerge da una informativa di polizia giudiziaria, in cui finisce anche una conversazione captata il 13 maggio del 2014 nella sede della Cil (azienda per la distribuzione del latte, di Adolfo Greco). «(Polese), l’anziano socio (di Greco), difatti, gli rappresentava (a Greco) l’esistenza di alcuni controlli dell’Asl ad una delle sue attività ricettive, “La Sonrisa” sita in Sant’Antonio Abate, comune limitrofo a Castellammare di Stabia. Dalla conversazione emergeva che Polese avrebbe avuto notizia che la dottoressa dell’Asl competente dei previsti controlli alla “Sonrisa” avrebbe avuto dei legami con i politici di Forza Italia, Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo», è riportato nell’informativa. «E’ la dottoressa dell’Usl (precedente acronimo per indicare le Asl) quella che comanda», dice Antonio Polese. Che spiega a Greco come la «(dottoressa) sarebbe stata (in particolare) influenzabile» da Antonio Pentangelo, annotano gli inquirenti.

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«Di rilievo quindi l’atteggiamento di Adolfo Greco che subito paventava l’ipotesi di contattare tale funzionaria, evidentemente per trovare una soluzione clientelare alla vicenda», è scritto nell’informativa. «Appariva così limpido quanto Adolfo Greco dimostrasse dimestichezza con l’uso del sistema corruttivo per superare gli ostacoli che si frapponevano al raggiungimento di qualsivoglia obiettivo personale o, come in questo caso, del proprio entourage», sottolineano gli investigatori.