Uno scorcio delle Vele di Scampia (foto di repertorio)

Le ammissioni in aula del 42enne Vincenzo Spera, che però precisa: ero un semplice affiliato

Colpo di scena nel corso del processo che vede alla sbarra il 42enne Vincenzo Spera, alias ’o niro, che finito in carcere lo scorso luglio, è accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di droga ed estorsione aggravata. Il presunto ras delle Vele di Scampia, collegato in videoconferenza dal carcere, durante l’udienza del procedimento (che si svolge con rito abbreviato) ha chiesto al gip di poter prendere la parola e rendere dichiarazioni spontanee.

Spera (considerato legato a doppio filo al boss detenuto Salvatore Petriccione) ha ammesso le sue responsabilità, riconoscendo aver fatto parte del clan della Vanella Grassi, partecipando all’attività di smercio di sostanze stupefacenti. Ha però respinto le accuse relative alle estorsioni in danno dei venditori ambulanti del mercatino rionale di Scampia. E soprattutto ha sostenuto di essere un semplice affiliato, e non come ritiene la Procura, capo e promotore della cosca. La notizia è stata riportata dal quotidiano Il Roma nell’articolo a firma di Luigi Nicolosi.

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