venerdì, Ottobre 7, 2022
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Il boss Ciro Mariano scrive a Stylo24: il pentito dice il falso su di me

Lo storico esponente della camorra dei Quartieri Spagnoli è libero dall’aprile del 2018, dopo aver trascorso un lungo periodo di detenzione in carcere

Il 67enne Ciro Mariano, alias ‘o picuozzo, storico boss della camorra dei Quartieri Spagnoli (libero dall’aprile del 2018, dopo una lunga detenzione in carcere), ha scritto alla redazione di Stylo24. In una serie di articoli, la nostra testata, ha riportato alcune dichiarazioni del collaboratore di giustizia Maurizio Overa (ex esponente apicale del clan dei picuozzi), attraverso le quali ha tirato in ballo proprio Ciro Mariano.

Una premessa è d’obbligo: le carte giudiziarie da noi consultate sono quelle delle inchieste, condotte da forze dell’ordine e magistratura inquirente contro la criminalità organizzata. Ciò detto, diamo spazio anche al punto di vista di Mariano che, accompagnando l’invio del testo di una sentenza che lo manda assolto, scrive: «Le dichiarazioni del collaboratore Maurizio Overa, come recita la sentenza inviata. sono generiche, non circostanziate e in alcun modo riscontrate».

Ciro Mariano
Lo storico boss dei Quartieri Spagnoli, Ciro Mariano in una foto di repertorio

«Appare opportuno, in primo luogo, evidenziare che Ciro Mariano risulta detenuto dal 1991 e tale circostanza appare di assoluto rilievo proprio alla luce delle affermazioni del collaboratore Overa», è riportato nella sentenza.

Ciro Mariano
fu arrestato
nel 1991

«A tal riguardo, infatti, devesi sottolineare che le dichiarazioni a suo carico – quale soggetto da lui ritenuto capo indiscusso della consorteria criminale in disamina – non solo sono oltremodo generiche (infatti Overa non attribuisce a Ciro Mariano condotte specifiche, né chiarisce in qual modo lo stesso contribuiva nella realizzazione dell’accordo criminale dal luogo della detenzione) ma soprattutto non risultano, in alcun modo, riscontrate».

«A ben vedere – annotano ancora i magistrati nella sentenza in oggetto -, infatti, da quanto in atti non emerge alcun elemento dal quale potere anche solo dedurre che Ciro Mariano abbia, durante la detenzione, continuato a mantenere la leadership della consorteria in esame (o anche solo partecipato al rafforzamento e al mantenimento in vita dell’organizzazione criminale)». «Peraltro, proprio Maurizio Overa che riferisce di riconoscere ruolo di “capo e mentore” ideale a Ciro Mariano, si relaziona – come emerge in maniera evidente dalla attività tecnica posta in essere – esclusivamente con Marco Mariano (classe 1955), né è emerso dall’attività di indagine, che nelle sue “interlocuzioni” con Marco Mariano o con altri sodali, abbia fatto riferimento a Ciro Mariano, o anche solo a quanto indicato o voluto da Ciro Mariano, se non per aspetti relativi al passato», si legge ancora nella sentenza.

Il verbale del collaboratore
di giustizia Maurizio Overa
datato 15 febbraio 2016

Inoltre, «l’attività tecnica non “coinvolgeva” Ciro Mariano; non risultano registrazioni di colloqui, di telefonate dal carcere o anche intercettazioni eteroaccusatorie (che accusano gli altri, ndr) dalle quali è possibile ricavare quale (fosse) in concreto, il ruolo da lui svolto. In tale senso, pertanto, devono ritenersi prive di riscontro le dichiarazioni rilasciate da Overa (ci si riferisce a uno stralcio di verbale, datato 15 febbraio 2016, ndr) in ordine all’imputato Ciro Mariano», è scritto nella sentenza di assoluzione inviataci dal 67enne.

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