L'episodio è emerso grazie all'attività di intercettazione

La conversazione (intercettata) sul summit di camorra tra i vertici del clan Fabbrocino

Un imprenditore di San Giuseppe Vesuviano ha costruito la sua fortuna grazie a un boss dei Fabbrocino, del quale ancora spende il nome – con espliciti fini di «convincimento» e intimidazione – quando c’è bisogno di chiudere un affare. «Quello deve ringraziare Franco se ha quello che ha, e non lo ha mai ringraziato, e da quando Franco sta in galera non gli ha fatto mai un regalo», afferma, intercettato dagli 007 dell’Antimafia, un affiliato alla cosca. Insieme ai sodali si discute appunto dell’imprenditore «irriconoscente».

Il summit / E il boss Fabbrocino ordinò: per
costruire si usa solo il nostro calcestruzzo

«Non si sa proprio comportare, non gli ha mandato nemmeno una camicia a Franco, che gli ha fatto abbuscare (guadagnare, ndr) un sacco di soldi», afferma uno dei partecipanti alla conversazione (finita agli atti di una inchiesta sul clan Fabbrocino). Secondo quanto raccontano i presenti, l’imprenditore sarebbe stato messo alla porta addirittura dal reggente della cosca, il quale, nel corso di una riunione, lo ha cacciato via, intimandogli «di non spendere più il nome di Franco per fare i fatti tuoi (per concludere i tuoi affari)».

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Gli armaioli degli Usa / «Il clan Fabbrocino
comprava le pistole a tamburo a El Dorado, in Kansas»

Il reggente, durante il summit, ha dato ordine che, nel caso in cui l’imprenditore dovesse creare il minimo problema, dovrà essere adeguatamente punito. «Fu cacciato fuori – racconta ai sodali uno degli interlocutori della conversazione intercettata – e l’amico nostro gli disse: “Tu mi devi dire perché fai il nome di Franco? Ma gli mandi la parte a Franco? Tieni le corna, non fare più il nome di Franco altrimenti ti faccio la faccia tanta (ti schiaffeggio, ndr)”».  E relativamente a una azione che vorrebbe mettere in atto, uno dei presenti viene intercettato mentre dice: «(L’imprenditore) deve andare sotto al viaggio… deve abbuscare… perciò vi ho detto io vado spesso nel bar dove sta sempre lui, aspetto che si prende il caffè, deve avere la tazza in faccia, gli devo far saltare tutto…».