martedì, Agosto 9, 2022
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Il biglietto da visita del ras con 2 mitra e la frase: ci mangiamo i colombiani

INCHIESTA DOMINO BIS Il collaboratore di giustizia: accanto a nome e numero di telefono di Nino Spagnuolo

L’appartenenza alla malavita da ostentare sempre, in ogni modo, anche sui bigliettini da visita. E’ quanto emerge dall’ordinanza di oltre settecento pagine a firma del gip del Tribunale di Napoli, Fabrizio Finamore. L’inchiesta è quella ribattezzata Domino bis e ha fatto luce, in particolare, sulla attività di narcotraffico imbastita nell’area stabiese dalla cosca di Scanzano; la conseguente operazione – scattata lo scorso 23 marzo – ha portato a 16 arresti (15 in carcere e uno ai domiciliari).

A essere raggiunti da misura cautelare anche quelli che sono considerati i vertici del clan D’Alessandro di Castellammare: Sergio Mosca (consuocero del defunto padrino Michele D’Alessandro) e Antonio Rossetti. Ma tra i ras, per i quali si sono aperte le porte del carcere, spicca il nome di Nino Spagnuolo. Di lui (classe 1977) ha reso dichiarazioni anche il collaboratore di giustizia, Valentino Marrazzo. Che narra di una circostanza assai singolare, quella relativa al biglietto da visita di Spagnuolo, che – afferma il pentito – gli capitò una volta tra le mani.

«Io mi trovavo a Castellammare di Stabia, all’esterno di un negozio, dove avevo acquistato schede telefoniche (intestate a un’altra persona) e utilizzate anche da Spagnuolo». Il collaboratore entra nel dettaglio dell’episodio: «Ricordo che (un altro affiliato) mi ha fatto vedere una specie di bigliettino da visita di Nino Spagnuolo. Sul bigliettino c’era il disegno di due mitragliatrici, e c’erano scritti il nome e il numero di cellulare di Nino Spagnuolo». Valentino Marrazzo aggiunge che, sul biglietto da visita era stata anche riportata la frase «“Ci mangiamo i Colombiani” (sic), che Spagnuolo era solito ripetere».

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