sabato, Dicembre 3, 2022
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Il babyboss comanda ancora (dal carcere): «Gli metto il p…e in bocca». Ma il clan è senza armi

Un’intercettazione inedita svela gli ordini del killer dei Sibillo Antonio Napoletano e il ruolo del misterioso “’o russ”, che però lo avverte: «Non ho niente, solo un pacchetto di Marlboro. Mandami qualcosa»

di Luigi Nicolosi

Armi spuntate, anzi azzerate, per combattere l’ultimo rigurgito della faida con gli eterni rivali della famiglia Mazzarella. Dagli atti dell’inchiesta che ieri mattina, con l’esecuzione di venti arresti, ha colpito il clan Sibillo emerge un ritratto desolante della cosca con base tra piazza San Gaetano e vico Santi Filippo e Giacomo. Il gruppo un tempo capeggiato dai fratelli Emanuele e Pasquale, ormai decimato da retate e sequestri, nella primavera del 2019 non aveva la minima idea di come fare ad affrontare la guerra che in quei mesi stava di nuovo infiammando il centro di Napoli. Ed è in questo frangente che saltano fuori l’inedito ruolo di un soggetto ad oggi non ancora identificato, tale “’o russ”, e la leadership incontrastata del babyboss Antonio Napoletano “’o nannone”, che dal carcere ha continuato a impartire ordini agli affiliati tramite un telefonino nascosto: «Digli a quello di Forcella che io gli metto il pesce in bocca a lui, alla mamma, al padre, alla sorella, ai figli della sorella».

Parole durissime, tracimanti rabbia e frustrazione, quelle captate dagli investigatori il 12 marzo del 2019, con Napoletano che, nonostante si trovi da tempo detenuto, sembra più determinato che mai a condurre una nuova guerra contro i Mazzarella e, in particolare, il sottogruppo dei “Caciotta”-De Martino: «Perché sto carcerato digli che io non muoio mai, lo acchiappo anche da carcerato, diglielo». L’interlocutore del boss-killer espone però al capo il gravissimo momento di difficoltà che il clan Sibillo sta attraversando: «Sono cose che io so, è inutile che me lo dici, ti posso dire una cosa io a te? Questi quattro scemi ci hanno lasciati zero a zero (senza armi) e ora per forza mi deve dare qualcosa perché io che devo fare! Però io sono il primo che li vuole mettere il pesce in bocca fratello, lo sai bene che li schifo a morte, però purtroppo sto con le spalle in faccia al muro, io sto a San Gaetano fratello, non mi sono mosso. Purtroppo quei quattro scemi lo hai visto cosa hanno combinato, hanno fatto l’ultima, non abbiamo più niente (armi) abbiamo le mollette, ora da me che vuoi, purtroppo questo è».

Il nuovo reggente dalla cosca, seppur giù di morale per la piega che la situazione ha preso, sembra comunque pronto a tentare un ultimo disperato contrattacco: «Capisci che sto con le spalle vicino al muro, io non tengo niente (pistola), altrimenti non andavo proprio da loro! Ma se tu a me domani mattina mi dici che mi puoi mandare pure un piatto di pasta (pistola) io non vado più da nessuna parte, aspetto te, però me lo devi mandare altrimenti come faccio!». “’O russ” prima di congedarsi dal ras Napoletano ribadisce quindi il concetto: «Non ho niente, non tengo niente, tengo un pacchetto di Marlboro dimmi tu come debbo fare, tu che facevi al posto mio? Io in tutto sono andato là per dire mi serve solo una mano, loro non si sono permessi di dire niente fratello, chi ti ha spiegato qualcosa ti ha fatto capire male perché io li mettevo con la testa nel cesso, forse non ti è chiaro. Mi fai pure prendere collera».

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