Lo ha lanciato il Comitato Priorità alla scuola

Il Comitato Priorità alla scuola lancia una giornata di mobilitazione per il 26 marzo – in concomitanza con lo sciopero indetto dai Cobas, a cui ha dato la propria adesione – contro la chiusura degli istituti scolastici e per chiedere di convogliare un numero congruo di risorse del Recovery Plan sulla scuola pubblica. Sono state inoltre previste diverse mobilitazioni a livello locale nei prossimi giorni, in vista del 26 marzo: con presìdi, lezioni in piazza, striscioni sui portoni delle scuole e alle finestre delle case. Priorità sarà presente anche agli appuntamenti dell’8 marzo e il 19 marzo per lo sciopero per il clima. 

“Come il 26 settembre scorso, tutto il Paese è invitato a porre attenzione alla scuola pubblica e a esprimersi in sua difesa e per la sua valorizzazione: la scuola è perno della cittadinanza e del pieno godimento di tutti i diritti, uno dei fondamenti del patto sociale che unisce la comunità. Senza scuola non ci sono diritti”, spiegano gli organizzatori. L’obiettivo della manifestazione consiste nel chiedere che una congrua parte del Recovery Fund sia riservata al rilancio della Scuola pubblica: servizi educativi per l’infanzia, scuola dell’obbligo, superiori di secondo grado, dal nido all’università, il diritto allo studio deve essere tra le vere priorità del Paese; deve essere garantito anche un incremento della spesa pubblica annua portandola almeno ai livelli della media europea, pari al 5% del PIL. Il primo urgente provvedimento di riforma riguarda l’immediata riduzione del numero di alunni/e per classe, fissando un tetto massimo di venti, abolendo ogni possibilità di accorpamento per le classi successive.

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Si chiede che i finanziamenti del Recovery Fund siano utilizzati per il potenziamento di tutto il personale scolastico, con un piano di assunzioni e di stabilizzazione dei docenti precari, adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi. Con lo slogan “Basta colpire le scuole” centinaia di mail sono state inviate nelle ore scorse alle istituzioni nazionali e locali ed è stata lanciata la campagna social “Giallo arancione rosso la scuola sempre al primo posto”: una galleria di volti e slogan provenienti da tutta Italia, che chiedono rispetto per la scuola e per i ragazzi che vivono in questo Paese, e”ntrambi ridotti a capro espiatorio delle incapacità del Governo, della mancanza di volontà e dell’ipocrisia degli amministratori locali”. 

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